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MAGAZINENEWS

DAFT PUNK – EPILOGUE

Redazione | 25/02/2021
In quest’ultimo lunedì di febbraio, non immaginavo di ritrovarmi a gestire una miriade di ricordi personali, prepotentemente tornati alla ribalta con la notizia dello scioglimento del misterioso e leggendario duo francese che ha lasciato un’impronta indelebile nell’universo della musica.
 
I Daft Punk, infatti, proprio come in certi “viaggi interstellari” dei manga giapponesi, rappresentati nel video del famoso singolo “One More Time“, non si sono fermati nella “galassia della musica elettronica“, ma sono riusciti a contaminare quella rock e soul, portando nel passato un futuro distante anni luce dal precedente.
 
Molti giornalisti professionisti e pubblicisti sono riusciti a selezionare i traguardi raggiunti dal duo parigino per collocarli in un solo articolo, ma a me ne occorrerebbero altri ventisette (uno per ogni loro anno di attività) per raccontarvi le loro collaborazioni in titoli di successo tra i migliori videogiochi di fine anni ’90, oppure la loro presenza nella F1 con la sponsorizzazione della Lotus E21 di Kimi Raikkonen e Romain Grosjean.
 
Soltanto in questo blog forse potrei riuscire ad approfondire la loro filmografia realizzata o smentita (Occhiali neri di Dario Argento) e raccontarvi quanto siano riusciti ad intrigare addirittura gli appassionati dell’occulto nel loro passaggio dalla Virgin alla Columbia per via del logo di quest’ultima, ritrovandosi addossato il sospetto di essere “sacerdoti inviati dai capi della massoneria” per farci diventare “automi controllati” come loro (nonostante il presunto ed elevato “prezzo da pagare”, confesso che la bizzarra idea di ritrovarmi a produrre la loro musica non mi era affatto dispiaciuta).
 
Il loro recentissimo video, intitolato “Epilogue“, ha lasciato poco spazio all’interpretazione e, sui principali mezzi d’informazione, è stato associato alla parola conclusione.
La mia scelta, invece, è quella di ricondurlo ad un significato più antico, proveniente dal latino epilŏgus e dal greco ἐπιλέγω (epilogos), ovvero aggiungere al discorso.
 
Guy-Manuel de Homen-Christo e Thomas Bangalter, d’altronde, ci hanno abituato ai colpi di scena come l’esplosione di quest’ultimo nel deserto che, in un primo momento, avevo interpretato come un’anticipazione della sua carriera artistico-musicale giunta al termine, a differenza di quella del suo compagno che riprendeva a camminare verso nuovi orizzonti.
 
A questo punto, mi rendo conto di quanto sia complesso tentare di incoraggiare i loro numerosissimi fans che hanno appena assistito, increduli ed amareggiati, al tramonto di un’epoca per ragioni tuttora sconosciute, ma azzardo un tentativo citando Antoine de Saint-Exupery che, in uno dei passi più celebri del suo libro (“Il Piccolo Principe”) afferma: “Per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio“.
 
In tale circostanza, invece, l’epilogo dei Daft Punk potrebbe coincidere con il primordio di due realtà parallele che ammireremo “around the world” negli anni a venire.
 
Un consiglio? Restate sintonizzati!

Franx Paul’s

Riascolta la puntata speciale di HOUSE FEVER

Written by Redazione





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