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UK HOUSE, IL SUONO DI TENDENZA CHE FA BALLARE IL MONDO

LUKAGEE | 21/07/2022

Fin dalla fine degli anni ottanta, è sempre stato difficile “delimitare” un genere musicale, soprattutto per quanto riguarda la musica elettronica, sempre pregna di tante correnti, ancor di più negli ultimi anni.

C’è qualcosa però che è rimasta sempre viva, immune alle mode che si sono susseguite nei vari decenni, risultando molte volte una sorta di “rifugio” per dj o produttori stanchi della propria comfort zone…la house music e i suoi derivati. Una delle zone da sempre più prolifiche per quanto riguarda questo stile è il Regno Unito, e in questo articolo scriverò proprio dei produttori provenienti da questi paesi che negli ultimi tempi si sono distinti per i loro successi.

Partiamo proprio con i protagonisti attuali della classifica ufficiale inglese, che vede al numero uno un duo scozzese chiamato Lf System, che dopo qualche buon singolo ha trovato il successo mainstream con “Afraid To Feel“, che riprende un disco del 1979 dei Silk intitolato “I Can’t Stop (Turning You On)“. Produzione semplice, efficace e perfetta per l’estate, che da due settimane sovrasta la marea di hit o presunte tali che affollano il mercato pop.

Arrivata invece a quasi 80 milioni di streaming, solo su Spotify, è “Ferrari” di James Hype, produttore inglese bravo a sfornare successi di impatto immediato ma ancora di più a livello tecnico come dj, come dimostra la sua performance al recente Nameless Music Festival.

Per lui anche un po’ di gossip, visto che è il fidanzato di Tita Lau, biondissima dj anche lei “avviata” da qualche tempo alla carriera di produttrice musicale. Arriva da Leeds invece uno dei remixer più importanti da anni sulla scena europea e dal suono decisamente riconoscibile, si tratta di Paul Woolford, che negli ultimi tempi è uscito anche con tracce da solista, come la recente “Can You Pay?“, realizzata insieme a Pessto e che gira sul sample vocale di “Bills, Bills, Bills” delle Destiny’s Child.

Sulla stessa scia di popolarità è Mark Knight, boss della Toolroom, etichetta tra le più note a livello mondiale tra quelle che pubblicano house. Tra i suoi ultimi lavori il remix di “My Feelings For You“, storica hit di Avicii e Sebastien Drums, e il suo singolo “What I Need“.

Dal vicino Galles invece c’è uno tra i più forti e richiesti produttori, si chiama Jamie Jones e dopo aver emozionato anni fa gli appassionati del genere con il progetto Hot Natured si è messo in proprio e ha continuato a mietere successi, come quello di questa estate, che si intitola “My Paradise“, pubblicato su Defected.

Sono due i Gorgon City, anche loro da anni sulla scena e capaci di produrre tante hit ma anche ben tre album, dei veri concentrati del loro ben definito suono, che spesso e volentieri vanno ad incanalare a livello produttivo sulla loro etichetta Realm Records, come l’ultimo singolo “Foggy Geezer“. Dal loro esordio sono tra i preferiti del sottoscritto, e chi mi conosce sa bene il debole che ho per i Disclosure, ovvero i fratelli Guy e Howard Lawrence, paladini del vero suono Uk Garage, che è riuscito a contagiare negli anni anche diversi big del calibro di Sam Smith, Mary J Blige, Kelis, Gregory Porter e tanti altri, tutti entusiasti di collaborare con il duo proveniente dal Surrey. Il loro ultimo remix di “Attention” per Omah Lay e Justin Bieber è nel loro classico mood.

Giovane e ambizioso è uno scozzese che arriva da Glasgow,  si chiama Kerr Slaven, meglio conosciuto come Kc Lights. Tanti ottimi risultati con le sue ultime produzioni, tra cui l’estiva “Daydreamer“, cantata da Leo Stannard.

Della stessa città e nazione sono Illyus & Barrientos, altri esponenti del genere house che però con l’ultimo singolo “Real Nu Rave” si sono spostati su sonorità che ricordano le produzioni di inizio anni novanta di gruppi come 2 Unlimited e Cappella.

A proposito di questi suoni un po’ rave, impossibile non citare il duo dei Solardo, che dalla grigia Manchester fanno partire vere e proprie mine che spesso e volentieri scalano le classifiche specializzate, come l’ultima “Adidas & Pearls“, insieme a Vintage Culture e con la voce di Lowes.

Altri hitmaker, dalla “rivale” Liverpool, sono Dave Whelan e Mike Di Scala (di famiglia italiana), noti come CamelPhat, che con “Cola“, nel 2017 sono riusciti addirittura ad essere nominati ai Grammy Awards.

Negli ultimi giorni sono tornati con “Believe“, prodotta insieme agli italiani Mathame.

A proposito di nomination ai Grammy, anche per Riton, da Newcastle, è arrivata questa soddisfazione nel 2017 con “Rinse & Repeat“, a cui sono seguiti diversi dischi di successo, tra cui “Turn Me On” e “Friday“, con i Dopamine e l’originale The Nightcrawlers. Un trio che regala belle soddisfazioni è di sicuro quello dei Disciples, capace di entrare nelle classifiche con “They Don’t Know“, “On My Mind” e soprattutto con la splendida “How Deep Is Your Love“, insieme a Calvin Harris.

L’ultimo loro lavoro è stato “Catch My Love“, datato autunno 2021 e quindi la speranza è che tornino presto. Una ennesima club-hit da segnalare è poi “Chromatic” degli Anti Up, eclettico duo che vede collaborare due dei nomi più prolifici degli ultimi anni, Chris Lake e Chris Lorenzo.

C’è anche chi affianca al suo progetto da solista la produzione per big del pop, come Lady Gaga, Ariana Grande, Liam Payne e tanti altri, sto parlando di Burns che dopo “Talamanca” è uscito in questi giorni con il nuovo disco “Better“, realizzato con un altro gigante del mondo club come Marc Kinchen a.k.a. Mk.

Cosa manca ancora?

Un po’ di house dalle influenze anni ottanta, magari. Ed ecco allora da Dublino, Irlanda, questo ragazzo dalla folta chioma che si fa chiamare Krystal Klear e che risulta uno dei più “freschi” dell’ultima generazione, basta ascoltare i suoi lavori come “Neutron Dance” o “Piano Banana“.

Meritevoli di menzione anche Leftwing:Kody, Emily Nash, Ewan McVicar, Jamie XX, Hot Since 82, Shane Codd, Eats Everything, Shift K3y, Nathan Dawe, Navos, Maur, Ben Hemsley e tanti altri giovani produttori che hanno dato “ossigeno” e soprattutto un bel ricambio generazionale alla scena musicale della nazione.

Come sempre quantità e qualità quindi, dalla terra di Albione, una tradizione che nel corso degli anni si è sempre più consolidata grazie anche a realtà radiofoniche come BBC Radio 1, Kiss Fm o la recente Capital Dance, che hanno sempre dato grande spazio e supporto a tutti i generi della musica elettronica.

Un qualcosa che, probabilmente, bisognerebbe tornare a fare anche in Italia.

Luca “Lukagee” Giampetruzzi

Written by LUKAGEE





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