Negramaro in concerto a San Siro, Milano: ‘Questa è una festa per tutti noi’ – FOTO

Written by on 28 giugno 2018

Negramaro in concerto a San Siro, Milano: 'Questa è una festa per tutti noi' - FOTO

La giornata milanese dei Negramaro – che la sera di mercoledì 27 giugno sono sbarcati allo stadio Meazza di San Siro, nel capoluogo lombardo, per il primo appuntamento "ufficiale", dopo la data zero allo stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro dello scorso 24 giugno, dell'"Amore che torni stadi tour 2018" – inizia nel pomeriggio, quando Giuliano Sangiorgi e compagni incontrano la stampa nel media center della struttura.

"Siamo felicissimi, emozionati, perché a Lignano è andata benissimo", spiega il frontman: "Se stasera a Milano andrà ancora meglio, saremo ancora più contenti. La partenza è stata quella giusta. Il ritorno sui palchi è veramente forte, perché io mi dimentico tutto, e sento di non aver fatto nulla fino al concerto: finché non rivedi il pubblico, che ci restituisce l'energia per scrivere le canzoni e fare i dischi, sembra sempre la prima volta".

Sono passate da una decina di minuti le 21, quando sul palco si accendo tutti gli schermi, uno circolare al centro, due laterali e altri posizionati proprio sul palco. Sugli schermi compaiono immagini e video dei singoli componenti della band, tutti vestiti di nero su sfondo bianco. Il tutto è accompagnato dal boato del pubblico che capisce che l’evento tanto atteso sta per iniziare.

E così inizia. Il concerto si apre con “Fino all’imbrunire”, brano presente nell’ultimo album dei Negramaro “Amore che torni”. Il pezzo è sovrastato dal boato di un pubblico carico ed entusiasta. All’apertura dello show tutti i membri della band sono posizionati su delle pedane mobili sopraelevate e circondate da schermi, mentre Sangiorgi è l’unico a calcare il palco. Dopo il brano d’apertura il leader dei Negramaro saluta il pubblico di Milano: “Ciao San Siro, o mio dio, tutte le mani al cielo!”. E lo stadio risponde carico ed energico.

Prende così il via la festa dei Negramaro a San Siro: “Ti è mai successo”, “La prima volta” ed “Estate”, sono le prime cartucce sparate dai Negramaro. Tutti colpi andati a segno nel cuore dei tantissimi fan presenti.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/jV_dGOccI6bZ6xkrpi32E9wHhOk=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dve0930.jpg"Abbiamo lavorato tantissimo a questo concerto, forse troppo", lo incalza il tastierista Andrea Mariano: "Ci abbiamo messo la stessa passione impiegata per fare il disco: è uno spettacolo nuovo e diverso rispetto agli altri che abbiamo fatto in passato. Accadono cose, durante lo show, che hanno sorpreso anche noi: è un concerto dinamico, serrato, ricco di momenti. Ci muoviamo tantissimo sul palco, e abbiamo moltissime opportunità di interagire col pubblico. E' la prima volta in cui siamo riusciti a lavorare contemporaneamente alla scaletta musicale, che dopo tanti anni è difficile da elaborare, dato che per fortuna le hit non mancano, e ad altre cose che possono rendere piacevole un concerto, come i visual. La sfida è stata gestire la quantità enorme di strumenti che abbiamo avuto a disposizione in modo giusto".

Il concerto prosegue con “Sei tu la mia città" ma, poco dopo l’attacco del pezzo, un rumore assordante sovrasta tutto lo stadio: per pochi interminabili secondi, l’impianto audio live salta completamente e San Siro rimane senza musica. La band sembra non accorgersi di nulla (o maschera egregiamente l’enorme disagio) e continua lo spettacolo che (fortunatamente) poco dopo riprende il suo normale corso.

Passate le prime canzoni e l’incidente di percorso, il leader dei Negramaro aggiusta la voce e la band prende le misure. Arrivano così senza sosta “Mi basta”, “Amore che torni” e “Attenta”. La band e la produzione funziona bene, con i tempi giusti, ed è sempre preparata ai cambi di genere e sonorità imposti dalla scaletta. “In giorni così noi vi vogliamo parlare di qualcosa un po’ strano” grida Sangiorgi e una cassa potente apre “Parlami d’amore”. Tutto San Siro esplode e trema.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/uLBgH-y_UaPnvfUcdC9CmutFHGA=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/edv6083.jpg"Avere 50mila persone a San Siro sembra che non debba essere considerato da noi un obbiettivo, ma lo è. Ed è pazzesco", ribadisce Sangiorgi: "Abbiamo lavorato a questo progetto degli stadi tutti insieme: un anno fa eravamo in studio a sognare con tutto il nostro staff. Noi siamo indipendenti… Gli indie di vent'anni fa sono ancora indie. Per indie – all'epoca – si intendeva un'altra cosa, non quella con la quale vengono catalogati certi artisti che oggi hanno successo subito. Indie significava indipendenti, e noi – con la Sugar – lo siamo ancora. Noi facciamo gli stadi da indie. Poi il risultato è pop? Ben venga. Ma l'indie non è nato adesso: la storia dei Negramaro dura da vent'anni: bisogna dirlo. Abbiamo lavorato tutti insieme, noi, il nostro team, e anche la stampa, che pure ci ha criticato: siamo stati tutti grandiosi. Questo è un sogno nato nel '99 da sei amici nel Salento, dove all'epoca non c'era niente. La cosa più bella che l'indie sta creando, tornando su stilemi italiani creati da artisti come Rino Gaetano e Antonello Venditti, è quella di raccontare storie italiane, e differenza della trap, che è nata in America. Ma anche il rap italiano ci riuscirà: dopo tutto De André era un rapper, Lucio Dalla, con 'Com'è profondo il mare', è stato il primo rapper italiano. Ci piace moltissimo quello che sta succedendo alla nuova musica italiana, che in tanti chiamano 'indie'. Ma, come avete fatto con noi, criticate anche quelli nuovi, non gridate subito al miracolo".

"Quando ho detto di essere orgoglioso di questa storia non parlavo solo di numeri: questa storia dura ancora, e questo è il mio vero orgoglio", risponde Sangiorgi a chi gli chiede dello stato di salute della band e degli equilibri interni al gruppo: "Quando guardo i miei compagni suonare sul palco sto bene: è una cosa più grande di tutti i dischi che vendi o tutti gli stadi che riempi. Sul palco si consuma un'umanità che per me è tutto quello che ho sempre sognato. Finisse domani mattina, non c'è problema: abbiamo avuto vent'anni di storia pazzesca, ci rimarrebbe comunque la nostra grande amicizia. A Lignano ho riscoperto quella grandezza che dimentico ogni volta, che non è lo show, ma il rapporto con i miei amici. 'Amore che dormi' è il disco più difficile che abbiamo mai fatto, e anche il più lucido. E' stato il nostro modo di dire che noi ci saremo sempre, senza ammiccare alle mode del momento. Tutto questo fa grande questa famiglia, perché noi siamo una famiglia".

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/W0r69wtgKRzX-6uZrgVjISNaSpA=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/edv5973.jpg"Ogni volta che chiudiamo una scaletta ce lo diciamo sempre: avremmo potuto mettere anche quella canzone", osserva Mariano riguardo la composizione della setlist del nuovo tour: "Chi ci conosce sa che siamo abituati a cambiare molto, di tournée in tournée: ci sono dischi che hanno più luce e altri che ne hanno meno, a seconda delle volte. Il concetto di questo tour è quello di una festa, dove però non manchi l'intimità: credo sia uno show completo in cui si può trovare dal rock a momenti di pure poesia". "Sono tornati in scaletta brani che hanno preso il 'vestito' del nuovo disco", gli fa eco Sangiorgi: "Abbiamo rivestito di nuovo i 'classici', e passateci il termine: quando rimaneggi brani come 'Estate' o 'Nuvole e lenzuola' ti accorgi di dover essere cauto. Siamo riusciti a lavorarle dandogli una freschezza nuova".

Il leader dei Negramaro si muove con disinvoltura sul palco, tra cambi d’abito, corse agli estremi del palco, salti da una pedana mobile all’altra, passaggi di pianoforte e chitarra, sembra proprio essere a casa sua. Spesso e volentieri interagisce con il pubblico, chiedendo di farsi sentire e di supportarlo. E i fan non si risparmiano neanche un secondo.

Il concerto è un vero e proprio viaggio attraverso la storia musicale dei Negramaro, tanti i brani dell’ultimo disco ma anche molte hit del passato. Sangiorgi al pianoforte accenna l’intro di “Basta così” per poi suonare una sentitissima “Solo per te”. Poi ancora senza sosta “Solo tre minuti”, “Sei”, “Tutto qui accade”, “Immenso”, per poi chiudere la prima parte di concerto con la carica e potente “Via le mani dagli occhi”.

In scaletta non mancherà "Senza fiato", brano che i Negramaro registrarono nel 2007- per l'album "La finestra" insieme alla scomparsa leader dei Cranberries Dolores O'Riordan: "Abbiamo pensato tanto a come omaggiare Dolores", spiega Sangiorgi, visibilmente commosso, "Non ci sono video nella scenografia, ma una foto che simboleggia il nostro rispetto per lei. Quando abbiamo provato 'Senza fiato' in sala prove ci sono venuti i brividi. Durante l'esecuzione dal vivo verrò sospeso in aria per una quindicina di metri sopra il pubblico: è una situazione che mi fa sentire piccolo, davanti alla platea, ma è sentendosi piccoli che ci si misura coi grandi. E poi mi sembra il modo migliore per simboleggiare il distacco ultraterreno con una grande donna e una grande amica che ha cambiato il mondo della musica".

E infatti non manca l’omaggio a Dolores O'Riordan: dopo la pausa, la band (con Sangiorgi fluttuante sopra la batteria) torna sul palco per “Senza fiato”. “Dolores: questa è per te!” è la semplice ma commossa dedica fatta dal leader dei Negramaro alla cantante dei Cranberries. Subito dopo c’è spazio anche per la loro reinterpretazione di “Meraviglioso” di Domenico Modugno.

La grande festa è ormai giunta alla fine: “Ce ne andiamo con i piedi per aria” urla Sangiorgi introducendo il pezzo di chiusura “Nuvole e lenzuola”, impreziosito da alcuni versi di Sweet Dreams degli Eurythmics facendo diventare così lo stadio una vera e propria discoteca a cielo aperto con tanto di fiamme.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/F-MywIpslfjG2hUL72LX_eFKW-U=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dve0934.jpgA dieci anni dal primo San Siro, i Negramaro paiono una band pacificata e consapevole: la seconda parte dell'incontro con la stampa alterna il serio – l'amicizia tra Roberto Saviano e Sangiorgi, per il quale "a nessuno che combatte qualcosa di così grande e pericoloso come la mafia andrebbe tolta la scorta", o "Storia di un amore naufrago", che secondo il frontman "non parla di politica, ma della voglia di due persone di invecchiare sulla terra ferma. Ascoltandola non solo Salvino, ma anche il più stronzo degli hater si butterebbe in mare a salvare delle persone in pericolo, perché nel 2018 il mare non può essere quel cimitero liquido che è diventato" – al faceto – la prossima paternità di Sangiorgi, che diventerà effettivamente genitore il prossimo mese di novembre ("Ma il sesso del nascituro è un segreto che ci terremo per il prossimo tour", scherza la band).

E anche di fronte alle domande tecniche – il sold out più o meno effettivo del Meazza questa sera, 27 giugno, con circa 50mila tagliandi staccati al botteghino – la band ostenta un'olimpica levità: "Non siamo al corrente dei dettagli, ma sappiamo che le prevendite stanno andando bene un po' ovunque. Anche all'Olimpico di Roma saremo sulle cinquantamila presenze. A sud – a Messina e a Lecce – faremo il pienone, e siamo molto felici di questo, perché al sud bisogna dare fiducia. Scusate se non siamo molto precisi, su questi aspetti, ma siamo troppo felici per metterci a fare i conti sui 3000 biglietti che mancano per aver fatto sold-out a San Siro".

Con due ore piene di concerto, più di venti canzoni suonate e qualche incidente di percorso, la band guidata da Giuliano Sangiorgi ha dimostrato di saper muoversi egregiamente a San Siro, grazie soprattutto ad un pubblico entusiasta che l’ha accompagnata dall’inizio alla fine.

Davide Poliani e Mario Guerci

LA SCALETTA:

Fino all’imbrunire

Ti è mai successo?

La prima volta

Estate

Sei tu la mia città

Il posto dei santi

Mi basta

Amore che torni

Attenta

Parlami d’amore

Per uno come me

L’amore qui non passa

Basta così/Solo per te

3 minuti/Sei

Lo sai da qui

Immenso

Via le mani dagli occhi

Ci sto pensando da un po’

Senza fiato

Meraviglioso

Mentre tutto scorre

Nuvole e lenzuola

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