Mark Knopfler in Italia per Imaginaction: “Vedo un futuro brillante per le chitarre e i chitarristi”

Written by on 14 Ottobre 2018

Mark Knopfler in Italia per Imaginaction: "Vedo un futuro brillante per le chitarre e i chitarristi"

È un Mark Knopfler in grande spolvero e particolarmente a suo agio quello visto sul palco della prima sera del Festival Internazionale del Videoclip di Cesena, Imaginaction 2018, di cui l’ex leader dei Dire Straits è ospite d’onore. In un teatro “Alessandro Bonci” gremito di propri fan il rocker di Newcastle, ha cominciar con ke rituali dichiarazioni d'amore per il nostro paese. Ma il vero amore di Knopfler rimane la musica, infatti confessa di avere circa duecento chitarre in casa e di essere vittima di “acquisti compulsivi” quando per strada si imbatte in uno strumento musicale che gli piace perché, come lui stesso sottolinea al pubblico cesenate: “La musica è infinita, non ha confini, è universale”.

Un amore confermato dal musical, intitolato “Local Hero”, di cui il chitarrista britannico ha scritto le musiche, come per l’omonimo film dell'83, che debutterà nel 2019 ad Edimburgo e, sempre a proposito di “Local Hero” Mark Knopfer ha un pensiero anche per la propria squadra del cuore: quel Newcastle United di cui “Going Home” (facente parte della soundtrack del lungometraggio) è l’inno ufficiale cantato dai tifosi prima di ogni partita: “È sempre emozionante andare al St. James’ Park e sentire i tifosi del mio NUFC che intonano una mia canzone.”

Parlando del disco nei negozi il prossimo 12 novembre che, anticipazione per i fan presenti, potrebbe uscire in triplo vinile Knopfer spiega che il titolo “Down the road wherever” deriva da una strofa di “One song at the time”, che a sua volta è preso da un modo di dire di Chet Atkins, chitarrista suo amico, che soleva ripetere “Sono uscito dalla povertà una canzone alla volta”.

E su “Good on you, son”, primo singolo estratto da “Down the road wherever” l’ex leader dei Dire Straits spiega che il pezzo vuole essere un inno a chi nella vita ce l’ha fatta, partendo magari da umili origini o, rispondendo così ad una domanda arrivata dal pubblico, un modo per infondere coraggio a chi sta attraversando un periodo di difficoltà, come ce ne sono tanti nella vita di ognuno.

Sempre in tema domande dal pubblico Knopfer risponde ad una fan che chiede se non sia preoccupato dell’avanzare dell’elettronica nella musica e non tema una possibile estinzione dell’acustica e delle chitarre dicendo che:

“C’è sempre speranza per il futuro, sono decisamente ottimista. È un’epoca d’oro questa per l’acustica, è il periodo migliore che io possa ricordare! Anzi, vi dirò, vedo un futuro brillante per le chitarre e i chitarristi, non lo vedo molto per me (scherza, n.d.r.), ma per la chitarra sicuramente sì!”.

In un’intervista in esclusiva che potrete leggere (e vedere) prossimamente qui su Rockol l’ex leader dei Dire Straits ha confidato di continuare a fare musica dopo tanti anni perché non riesce a farne a meno, confermando così la passione viscerale per l’arte, con la musica folk e il blues che hanno fatto da musa ispiratrice per lo stile di Knopfer e del suo gruppo e, a proposito di un’eventuale fine della propria carriera si è espresso definendola “inevitabile” e che “prima o poi dovrà arrivare”. Sulla mancata partecipazione all’induzione nella Rock and Roll Hall of Fame dei Dire Straits non perde il proprio aplomb inglese e con pacatezza e serenità invidiabili dice che, semplicemente, era molto impegnato in quel periodo, nella scrittura di “Down the road wherever” e nella preparazione del musical.

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