Killers, Liam Gallagher e Richard Ashcroft: il report del primo giorno degli I-Days di Rho (Milano)

Written by on 22 Giugno 2018

Killers, Liam Gallagher e Richard Ashcroft: il report del primo giorno degli I-Days di Rho (Milano)



Ha preso il via oggi, giovedì 21 giugno, nell’Area Expo Experience di Rho, poco fuori Milano, l’Independent Days Festival, noto ai più come I-Days, che terrà banco fino a domenica prossima alle porte della città meneghina. A calcare per primo il palco della rassegna, quando il sole ancora annebbia le menti e l’arena si sta lentamente riempiendo, è il britannico Richard Ashcroft, già frontman dei Verve, che, solo, con la sua chitarra, si lancia in un set acustico composto dai brani della band alla quale l’artista lega il suo nome – “On Your Own”, “Sonnet”, “Weeping Willow”, “Space and Time”, “The Drugs Don’t Work” e i classici “Lucky Man” e “Bitter Sweet Symphony” – e da alcuni pezzi tratti dal suo repertorio solista, come “C'mon People (We're Making It Now)”, “They Don't Own Me” e “A Song for the Lovers”. Nonostante le temperature proibitive, Ashcroft indossa una giacca glitterata che riflette i raggi del sole e nasconde una maglietta della Ferrari, che l’artista non omette però di mostrare: “Dovreste essere orgogliosi del vostro paese”, dice, indicando il celebre marchio automobilistico che porta addosso. Il cantautore sembra aver preso lezione da colui che uscirà sul palco subito dopo la sua performance quando racconta di essere onorato di suonare prima dei Killers: “sono dei geni”, spiega. Ma subito aggiunge, rivolto al suo pubblico: “Ma qualcuno ha capito che sono un genio anch’io”.

Sono passate da poco le 19.30 e il minore dei fratelli Gallagher fa il suo ingresso accolto dall’ovazione dei fan degli Oasis, che non l’hanno dimenticato, e da quelli dell’ultima ora, più giovani, che sanno a memoria anche l’ultima fatica solista di Liam Gallagher, quell’”As You Were” campione di vendite che il cantautore di Manchester porta a Milano insieme alle canzoni che l’hanno fatto conoscere al mondo, su tutte “Whatever”, “Supersonic”, “Some Might Say”, “Live Forever” e “Wonderwall”, che Liam canta in sequenza in chiusura del suo set. Lo spirito rock’n’roll non ha mai abbandonato lo spavaldo musicista, che rimarca la sua appartenenza a quel mondo aprendo il concerto con il pezzo degli Oasis “Rock’n’Roll Star”, eseguito davanti a una scenografia che porta la scritta “Rock’n’roll”. E poi c’è la posa, quell’attitudine da mattatore rock che lo ha sempre caratterizzato e oggi, sotto parka giallo e occhiali scuri, non fa eccezione. Il pubblico lo chiama in coro, Liam è di ottimo umore: ringrazia spesso, in italiano, e dice qualche bonaria parolaccia che scatena puntualmente la folla, felice di riconoscere il suo uomo. La voce di “(What’s The Story) Morning Glory” non si scompone nemmeno quando la band sbaglia l’attacco di “For What It’s Worth” – singolo tratto dal suo album solista, del quale Liam proporrà anche “Greedy Soul”, “Wall of Glass”, “Bold”, “I’ve All I Need” e “You Better Run” – e ci scherza su, prendendo un po’ in giro i suoi compagni e proseguendo con uno show che vede il gruppo sempre un po’ esitante, la cui velata insicurezza fa da contraltare alla solidità granitica di Gallagher. Il set si chiude al calar delle luci del giorno, quando ormai l’Area Expo è colma e pronta ad accogliere gli headliners del primo giorno degli I’Days, i Killers.

“Che si dice? Tutto bene? Noi siamo i Killers e veniamo dalla fabulous Las Vegas”. Si annuncia così la band di Brandon Flowers, che non fa in tempo a concludere le presentazioni in un audace italiano che già attacca con “The Man”, che di Las Vegas rappresenta l’essenza. Con il secondo brano si torna al passato, all’apprezzatissimo disco d’esordio del gruppo, dal quale la band prende “Somebody Told Me”: il pubblico riconosce immediatamente il pezzo e Flowers sfoggia il primo di una serie di grandi sorrisi che ci accompagneranno per tutta la durata del concerto. Con il terzo pezzo in scaletta, “Spaceman”, la sintonia con i fan è totale: è chiaro, ormai, che i Killers non si risparmieranno. Al punto che, dopo “The Way It Was” e “Shot At The Night”, su “Run For Cover” il leader del gruppo inizia a faticare con la voce, accusando le note più alte e trovandosi spesso in carenza di fiato. Un’illuminazione degna di Las Vegas, intanto, accompagna una squadra di musicisti che, accanto a Flowers, vede solamente lo storico batterista Ronnie Vannucci Jr come componente della formazione originale: il chitarrista Dave Keuning e il bassista Mark Stoermer, come annunciato, non hanno preso parte al tour di “Wonderful Wonderful”, l’ultimo disco della band, sostituiti, rispettivamente, da Ted Sablay e dal capellone Jake Blanton. Resta provata la voce di Flowers anche su “Smile Like You Mean It”, toccando uno dei suoi momenti peggiori con “Runaways”. Ciononostante, alla band tanto le buone canzoni quanto il carisma non mancano e il set prosegue con energia attraversando brani come l’amatissimo “Human” e “For Reasons Unknown”, durante la quale Flowers si allontana dai synth e imbraccia il basso.

La festa dei Killers è anche la festa di Brandon Flowers, che ha compiuto oggi 37 anni e almeno un “Happy Birthday To You” se lo merita. A pensarci è l’amico Vannucci, che si allontana dalla batteria, microfono alla mano, per intonare un buon compleanno al festeggiato. Dei teneroni, i Killers, che ancora si emozionano quado i fan cantano tanto forte da coprire il microfono, come accade con “Read My Mind”. Gli ultimi brani tirano fuori il meglio dei Killers, che per “All These Things That I’ve Done”, l’ultimo pezzo prima del bis, sfoderano un frontman, divertito, in completo dorato. Anche la sua voce sembra tornata in forma e l’encore è un crescendo d’intensità che procede in parallelo con qualche variazione scenografica, come i filanti dei colori della bandiera italiana o la cascata di luci d’oro a effetto fiamma alle spalle di “When You Were Young”. L’ultimo brano, inutile dirlo, è “Mr. Brightside”, canzone d’esordio della band, nel 2003, cavallo di battaglia del gruppo con i suoi toni dolenti e il racconto della gelosia, della perdita del controllo e della fine dell’ingenuità. Un finale scontato? Forse, ma per chiunque abbia lasciato un pezzo di cuore tra le note dei Killers è il migliore che si possa desiderare.

Erica Manniello

Scaletta Killers:

The Man
Somebody Told Me
Spaceman
The Way It Was
Shot at the Night
Run for Cover
Smile Like You Mean It
For Reasons Unknown
Human
Tyson vs. Douglas
A Dustland Fairytale
Runaways
Read My Mind
All These Things That I've Done

BIS:
The Calling
When We Were Young
Mr. Brightside

Scaletta Liam Gallagher:

Rock 'n' Roll Star
Morning Glory
Greedy Soul
Wall of Glass
Bold
For What It's Worth
Bring It on Down
Listen Up
D'You Know What I Mean?
I've All I Need
You Better Run
Whatever
Supersonic
Some Might Say
Live Forever
Wonderwall

Scaletta Richard Ashcroft:

On Your Own
Sonnet
Weeping Willow
Space and Time
C'mon People (We're Making It Now)
They Don't Own Me
A Song for the Lovers
Lucky Man
The Drugs Don't Work
Bitter Sweet Symphony

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