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MAGAZINENEWS

INTERVISTA SPADA

LUKAGEE | 28/09/2021

Negli ultimi anni sono stati diversi i giovani produttori italiani che hanno avuto visibilità internazionale per quanto riguarda il genere dance, e tra questi c’è sicuramente Spada, autore di tracce che hanno scalato classifiche e “macinato” airplay in radio. Al ritorno da un suo tour come dj in India, abbiamo avuto modo di realizzare questa intervista…

 – Ciao e benvenuto! Iniziamo parlando dei tuoi progetti attuali e dei tuoi singoli “Ibiza ’89” e “Waiting”, usciti rispettivamente su Black Hole e Aftr:hrs…

S- Ho pubblicato questi brani ma ne ho già pronti almeno altri quattro/cinque in uscita a breve. Ho deciso di condividere più singoli nei prossimi mesi così ho sempre novità da suonare. 

 – Spesso e volentieri hai pubblicato i tuoi brani con etichette estere. C’è effettivamente qualche differenza di rilievo con quelle italiane ma soprattutto cosa non funziona a tuo parere nelle label della nostra nazione da alcuni anni vista la “fuga” di tanti giovani produttori? 

S- Semplicemente manca il clubbing in Italia, per clubbing intendo dire la voglia di ballare un certo tipo di musica e non di andare in discoteca solo per aggregarsi agli amici e ordinare bottiglie al tavolo. Per questo genere di musica soprattutto, per cui le etichette e viceversa i promoters degli eventi non trovano più di tanto interesse a scopi di business per proporre eventi o uscite discografiche nel mio genere. Non è un caso se ci pensi che non conosco artisti italiani tuttora residenti in Italia, mi viene in mente solo Giuseppe Ottaviani,  però mi sembra che anche lui non abbia eventi in Italia così tanto spesso. Questo fa capire che un po’ tutti gli artisti che hanno voluto dedicare la propria vita per fare l’artista, hanno dovuto cambiare Paese per trovare il proprio posto sulla scena musicale. All’estero si può un po’ dappertutto. 

Io vivo a Praga, ma potrei andare un po’ dappertutto e troverei sicuramente locali adatti alla mia musica. 

– Nel 2020 hai pubblicato anche un album, intitolato “Escape”. Cosa ti ha spinto a realizzare un progetto così importante per un artista?

S- Volevo creare un album un po’ piu underground rispetto alle precedenti uscite per far capire il mio cambio direzionale, nel 2018 quando mi resi conto che il clubbing in Italia, ma in generale musica house stava cambiando, andando sempre più verso la progressive e sonorità più techno. Ho preso la palla al balzo e sono tornato alle mie origini, mi sono sentito ispirato come le prime volte che scrivevo brani techno a quattordici anni. Era una cosa che non mi riusciva più negli anni precedenti, invece ora mi sembra il contrario. Mi manca completamente ispirazione per sonorità più popolari. 

– C’è qualche big di livello internazionale con cui ti piacerebbe collaborare?

S- Mi piacerebbe collaborare con molti artisti, uno tra tutti sicuramente Kolsch, il primo che mi viene in mente. Suono i suoi brani da ormai 10-15  anni.

– Sei uno dei produttori italiani più versatili di questa generazione, riesci a passare con grande facilità dalla pop-dance alla house ma anche melodic-techno (Beatport docet), tenendo sempre alta la qualità. C’è però un genere che senti maggiormente tuo? 

S- Come spiegato sopra, ho avuto un periodo più popolare musicalmente parlando, perché mi ero perso l’ispirazione nella musica techno, ma ora con questa nuova ventata di “melodic techno” ho ritrovato la mia vera strada, perché da sempre sono stato un amante della progressive. Basti pensare che il mio dj italiano preferito di sempre è Mauro Picotto e ho iniziato a masticare musica anche grazie ai suoi album. 

– Qual è il segreto, dall’alto della tua esperienza, per un disco di successo prodotto nel 2021?

 S- Oggi come oggi bisogna che il disco sia efficace in pista, non importa se il beat è techno o house, deve essere in grado di far ballare, sempre di musica dance si tratta. Quindi bene se si unisce al beat un vocal spendibile e orecchiabile ma la cosa più importante in questo momento storico di riaperture dei club post lockdown è la massima efficacia, impatto immediato sulla pista. Ecco perché in questo 2021 il genere più suonato e richiesto e i djs più richiesti provengono dal genere techno. Non più house come qualche anno fa. 

– Una domanda sui tuoi progetti futuri, discografici e non, è d’obbligo. Cosa dobbiamo aspettarci prossimamente da Spada?

 S- Ho appena pubblicato “Feel Again” su Zero Three, una nota label di settore per quanto riguarda la progressive house, in ottobre invece uscirá un singolo estratto su Black Hole e un conseguente e.p. 

– Quale sarà secondo te il sound predominante dei prossimi mesi? Sperando di tornare presto a ballare…

S- La main floor che prima era destinata all’edm oggi appartiene alla techno, però qualche buona chances la si trova anche a chi piace qualcosa di più melodico come nel mio caso. Per il resto trovo difficile per un locale club, investire ancora su prodotti popolari, parlando di musica da club. La dance ormai ha preso una piega troppo radiofonica e le strutture dei brani dance, che tuttora produco come autore, compositore per altri artisti esempio Aurya, rendono queste canzoni troppo fredde in pista. 

– Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera! Radio Emotions continuerà a supportarti 🙂

S- Grazie a voi. 

Luca “Lukagee” Giampetruzzi

Written by LUKAGEE





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