Il trionfo di Eminem a Milano: il report del concerto

Written by on 8 luglio 2018

Il trionfo di Eminem a Milano: il report del concerto



Il 23 febbraio del 1999 usciva “The Slim Shady LP”, il disco che consacrò a livello mondiale il talento dell’allora 26enne Marshall Bruce Mathers III, in arte Eminem.

Ora, a distanza di quasi 20 anni da quel giorno, con tanti album alle spalle e altrettanti riconoscimenti, il rapper di Detroit è arrivato in Italia per il suo primo concerto. Finora aveva messo piede nel nostro paese solo per un paio di eventi televisivi come il Festival di Sanremo del 2001, e l’edizione 2004 degli Mtv European Music Awards a Roma.

Il luogo prescelto per il primo concerto italiano di Eminem è l'Aera EXPO – Experience a Rho, alle porte della città di Milano (lo stesso dove si sono svolti gli I-Days 2018), dove circa 80 mila persone si sono radunate per assistere all’evento. Molti fan sono arrivati nelle prime ore del giorno, sfidando il caldo torrido della giornata milanese, per accaparrarsi un posto tra le prime file.

Il concerto inizia che sono quasi le 21.30, il palco è enorme (lo stesso utilizzato dai Pearl Jam agli I-Days), dotato di due maxi schermi laterali e uno centrale. La scenografia è semplice: dietro il palco un’impalcatura di ferro sormontata dal 313, prefisso della sua Detroit e un’inquadratura ferma su una fabbrica che brano dopo brano verrà smantellata.

Eminen esce accolto dal boato di 80 mila persone che aspettano di vederlo da tutta una vita. Cappello con visiera e felpa con cappuccio sono un must del rapper di Detroit che parte forte con “Medicine Man”, omaggio al suo mentore Dr.Dre e poi senza un attimo di pausa arrivano “Kill you”, “White America” e “Rap God”, quest’ultimo pezzo reso spettacolare dal virtuoso flow che Em regala ad un pubblico già stregato.

Sul palco Eminem è accompagnato nel ruolo di hype man (rapper di supporto nelle performance live) da Kon Artis, pseudonimo di Denaun Porter, ovvero Mr.Porter, storico collaboratore del rapper di Detroit sin dai tempi del suo primo LP “Infinite”, nonché membro della crew D12 (formata attualmente da Eminem, Swift, Kuniva). I due sono una macchina perfetta, tengono il palco, intrattengono il pubblico, si ricambiano i flow e non sbagliano una rima. Le virtuosità dei due rapper sono sorrette e amplificate da due batterie, una chitarra, un basso, tastiere, una mini orchestra di archi ed ovviamente dal DJ che detta i tempi e fornisce i sample.

“Quanti sono qui dal numero uno? Dai tempi del primo “The Slim Shady LP’”, chiede il DJ. E il pubblico risponde con un boato di approvazione. Ma non c’è tempo per le pause, “Criminal” e “The Way I am” fanno da ponte verso il momento più intimo (se così lo possiamo definire) della serata, ovvero quello dove la voce solista di Skylar Grey accompagna Eminem nel rap gospel di “Walk on water” (ovviamente Beyoncé non c’era, ma era a Milano ieri, quanti hanno sperato in una sua impossibile comparsata), in “Stan” e in “Love the way you lie”.

Passato il momento più soft è tempo di altri classici come "'Till I Collapse”, poi “Cinderella Man” e “Fast Lane”, brano quest’ultimo dei Bad Meets Evil. Non manca poi “River”, traccia in collaborazione con Ed Sheeran (ovviamente anche lui assente) presente nell’ultimo disco del 2017 “Revival”. Dopo “Monster” è tempo per il gran finale: “My Name Is”, “The Real Slim Shady” e “Without Me” sono i classici cantati a memoria da una generazione intera che ha vissuto in prima persona quegli anni, ma anche dai tanti giovannismi presenti semplicemente perchè innamorati del rap e di chi, del rap, ha fatto la storia.

Sul finale il pubblico si fa sentire, tanto che Eminem confessa di “Non aver più voglia di tornare a casa, e di voler rimanere qui”. “Milano, siete stati una delle platee più belle che io abbia mai avuto, vi dedico questa canzone”. E con “Not Afraid” e il bis di “Lose Yourself” si chiude il primo ed epico concerto in Italia del rapper bianco di Detroit.

Mario Guerci

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