Ghali, al via il tour: «Sul palco tutto il mio mondo, dagli albori a ora»

Written by on 22 Ottobre 2018

Dopo la data zero al Palabam di Mantova, Ghali e il suo Ghali in Tour partono ufficialmente dal Palalpitour di Torino.

Dai palazzi ai palazzetti. Il rapper sintetizza più o meno così quanto gli è accaduto – artisticamente e umanamente – negli ultimi anni. Il sottotitolo del suo live show è un hashtag e campeggia sul palco sul finire del live: il salto per Ghali è indubbiamente importante e non potrebbe essere altrimenti, considerando che mai prima d’ora la sua musica era arrivata in venues di questo tipo, confinata – si fa per dire – nei piccoli locali e nelle discoteche.

«La data zero è stata l’ultima delle prove generali. – ci racconta Ghali poco prima del live a Torino – Lì ho finalmente potuto confrontarmi col pubblico, l’unico elemento che mancava. Ora si parte da qui».

Seduto su un divanetto in immancabili abiti Gucci (il brand che lo vestirà per tutto il tour), Ghali si dichiara «felice». «Stiamo lavorando a questo show da sei mesi – precisa – anzi forse da prima con Album. Questo show, in un certo senso, completa il disco e lo rappresenta in tutte le sue sfaccettature. Chiude un capitolo prima del nuovo album, che uscirà nel 2019. Mi piace pensare che sia l’ultimo abbraccio al pubblico prima di chiudermi in studio».

Lo show di Ghali è, di fatto, più di un semplice concerto. È, innanzi tutto, diviso in tre atti che facilitano il racconto della storia del rapper («È il mio mondo dagli albori a ora. Da quando mia mamma è scappata dalla Tunisia»), mischiando musica, cinema, teatro e moda. A livello di contenuti visual, non a caso, è uno spettacolo ricchissimo: dietro Ghali scorrono immagini di repertorio, versioni cartoonesche e spot tv («Le proiezioni seguono i video ufficiali dei brani – spiega Ghali – o si tratta di video mai usciti. Accompagnano le canzoni»), ma a tenere le redini della trama ci pensa Jimmy, l’amico immaginario dell’artista, diventato in questa circostanza una presenza costante con cui Ghali riesce a interagire. Il set design e la regia sono curati da Giò Forma (che ha già lavorato, tra gli altri, anche con Jovanotti per l’ultimo tour), che grazie anche a varie tecnologie (tra cui ilblacktrax) è riuscito a mettere su uno spettacolo fortemente interattivo, che si muove intorno a Ghali e nello stesso tempo si fa plasmare dall’artista.

«Ho sempre avuto un viaggio dentro di me – commenta Ghali in proposito – e stavolta ho capito che si poteva fare». Jimmy è, senza dubbio, «il primo ospite», ma sul palco con il rapper ci sono anche due coriste, un DJ e una live band. Proprio la presenza di musicisti ha inizialmente preoccupato Ghali, perché «nel mio genere la band potrebbe snaturare i brani. Invece devo dire che le canzoni così suonano meglio. Poi la band è una presenza sia scenica che musicale e, nei palazzetti, funziona benissimo. Come dice sempre Charlie Charles, alla fine servono quattro suoni. Non di più».

Proprio il fidato amico e produttore appare sul palco mentre Ghali intona Peace & Love. Capo Plaza arriva per cantare Ne è valsa la pena. Ogni data avrà probabilmente le sue guest star, anche se Ghali ammette che è tutto molto in divenire, perché «si tratta di amici, fan o personaggi noti che cambiano in corsa in base agli impegni».

«Ho sempre immaginato uno spettacolo così – spiega Ghali alla stampa presente – ho sempre fatto un rap molto pop, con testi che mettono d’accordo tutti. Il fatto che ci siano molti bambini mi rende, tra l’altro, orgoglioso. Spesso in famiglia c’è una divisione nell’ascolto tra genitori e figli. A volte penso a questa immagine di una famiglia in viaggio in autostrada, che litiga per la musica da ascoltare. Alla fine, magari, mettono su una mia canzone che mette d’accordo tutti. Direi che è una cosa bella».

Impossibile, comunque, non parlare di un upgrade, considerando che la fase dei club Ghali non l’ha proprio vissuta. «Ho sentito un po’ quel vuoto di esperienza – confessa il rapper – ma di discoteche ne ho fatte veramente tante. Ho imparato a riconoscere i vari tipi di pubblico. Dopo l’uscita di Album, comunque, è cambiato tutto. Ho fatto tante date in giro per l’Italia, in venues che spesso non bastavano a rappresentare lo show al 100%. Albumcontiene una serie di immagini e ha bisogno di uno show per farsi raccontare meglio, così che si possano notare perfettamente i dettagli delle canzoni. Spesso ci son stati problemi di capienza, situazioni non idonee al successo che l’album ha riscontrato».

Più che Michael Jackson, però, Ghali confessa di sentirsi «Disney, qualcosa che evoca nostalgia nei grandi e stupisce i più piccoli», anche se appare consapevole di portarsi dietro una valenza sociale inevitabile («Quando si è mai visto in Italia un ragazzo tunisino su un palco così?»), contenuta anche nei suoi testi. Ghali ci racconta di aver comprato una villa alla mamma – sempre in zona Baggio – e di essere contento del successo, per quanto conosca bene anche l’altra faccia della medaglia.

«Auguro a tutti di lavorare con passione e diventare famosi – ci spiega – ma la fama è una medaglia dalla doppia faccia, perché si porta dietro cambiamenti di vita obbligatori. Se ti porta a fare cose belle come questa, però, ben venga».

Ghali, la scaletta del tour 2018

Lacrime
Optional
Cazzo Mene/Vai Tra/Sempre Me
Bugiardi (Freestyle)
Pizza Kebab

Intro
Willy Willy
Mamma
Ora d’aria
Freestyle Salvini
Ricchi Dentro
Marijuana
Boulevard
Come Milano/Milano
Dende

Happy Days
Ne è valsa la pena
Peace & Love
Zingarello
Vida
Libertè
Habibi

Encore:
Ninna Nanna
Cara Italia

 

(Fonte: OnStageWeb)


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