Esibirsi dal vivo: informazioni e consigli utili. Chi fa i controlli

Written by on 6 Agosto 2018

Esibirsi dal vivo: informazioni e consigli utili. Chi fa i controlli

Quando si parla ad un musicista di controlli questo pensa subito ci si riferisca alla SIAE ma in realtà non è solo questo ente a muoversi per verificare la regolarità degli artisti. Ci sono molteplici organismi preposti a controllare la musica dal vivo e dj set nei locali o manifestazioni.
Oltre alla SIAE (che per altro è soltanto una tra le società di collecting, seppur la più nota) ci sono anche Guardia di Finanza, INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro e, ovviamente, i Carabinieri e Polizia Municipale ma questi ultimi 2 controllano principalmente che si rispettino gli orari e i decibel oltre che l’ordine pubblico.

Le Società di Collecting (come appunto la SIAE o Soundreef) si occupa di “diritti d’autore” ovvero controlla che siano stati fatti, da parte del locale o organizzatore, i permessi per l’iniziativa, che ci sia il borderò e che questo sia stato compilato nel modo corretto dall’artista (riportando i titoli e gli autori dei brani che effettivamente sono stati riprodotti e che questi siano indicati nell’ordine corretto).
I controlli da parte di queste società possono essere palesi ovvero l’ispettore si presenta al gestore e chiede la documentazione, oppure in incognito. In quest’ultimo caso viene registrata una parte della serata che verrà successivamente confrontata con titoli ed autori riportati nel borderò.
Inoltre, nel caso dei dj e di chi utilizza basi musicali, la società di Collcting verifica che il materiale sia originale.
(specifico che a seguito della liberalizzazione del settore vi sono altre società che si occupano di tutela del diritto d’autore e di conseguenti verifiche degli effettivi adempimenti da parte del locale/organizzatore e degli esecutori ma che cito la siae esclusivamente perché tuttora è la più diffusa e ramificata e quindi l’ente che è più comune effettui verifiche sul posto).
La Guardia di Finanza controlla principalmente la parte fiscale ovvero che gli artisti siano in regola per quanto concerne i compensi e che vi sia regolare documentazione (fatture, note, ricevute…). Anche la Guardia di Finanza può verificare che non si utilizzi materiale contraffatto.

L’Ispettorato del Lavoro verifica, dal nome, che i lavoratori (artisti compresi) siano regolarmente assunti, regolarmente retribuiti e che gli siano versati i contributi (agibilità INPS ex Gestione ENPALS ecc.).

L’INPS e l’INAIL hanno il compito di verificare periodicamente la regolarità contributiva, ovvero di accertare che i contributi vengano versati correttamente e dichiarati.

COSA CHIEDONO AGLI ARTISTI?
Ovviamente vengono chiesti i documenti di tutti quelli che risultano “lavoratori” in quella serata. Generalmente poi viene fatta un intervista dove si chiede se si è iscritti a una cooperativa, se si possiede agibilità o meno, se si rientra nei casi di esenzione o meno, se si sta operando per conto diretto del locale, quanto è il compenso … e tutte le informazioni che servono loro per verificare la regolarità generale della posizione lavorativa dei singoli.
Infine viene redatto un verbale che fotografa la situazione generale che si è riscontrata.
I controlli possono essere fatti da tutti gli enti insieme o dai singoli. Se il controllo viene effettuato da un unico ente che però rileva incongruenze riguardanti settori che non sono di sua competenza, questi può inoltrare il verbale all’ente di competenza.

A cura di Giuliano Biasin, www.esibirsi.it.


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