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“ELEVATION”, IL NUOVO ALBUM DEI BLACK EYED PEAS

LUKAGEE | 21/11/2022

Qualche giorno fa dicevo ad altri miei amici addetti ai lavori (e appassionati) che pubblicare un album al giorno d’oggi è diventato un po’ anacronistico, pensando al metodo di fruizione odierna della musica. In realtà però è sempre bello approfondire la conoscenza di un’artista o di un gruppo ascoltando quello che ha da dire musicalmente su un progetto più impegnativo del solito singolo, magari “usa e getta”.

Mi sono quindi buttato a capofitto nell’ascolto di “Elevation”, nuovo album dei Black Eyed Peas, gruppo capeggiato da William James Adams, meglio noto come Will.I.Am, che ha fatto la sua comparsa nel mercato lo scorso 11 novembre.

Ecco, potremmo utilizzare tanti termini per descrivere questo trio ma di sicuro non quello usato poco sopra, anacronistico, visto che dalla loro nascita, avvenuta nel 1998, la loro crescita è stata esponenziale con al momento trentacinque milioni di dischi venduti per quanto riguarda gli album e quarantuno milioni a livello di singoli, con in aggiunta la vincita di ben sei Grammy Awards. Al di là di questo bel “bottino” però, per quanto ragguardevole, i Black Eyed Peas sono rimasti davvero sempre al passo coi tempi, freschi e moderni, questo grazie alla scelta oculata di produttori e featuring che li hanno affiancati nelle loro produzioni, tutto ciò nonostante l’abbandono di Fergie, voce femminile e vera icona nella formazione già a partire dal 2002.

Latin, house, elettronica. E’ questo il mood predominante nel suono di questo ultimo album, il nono della loro carriera. Mi è piaciuto, e anche molto, questo lo voglio sottolineare, come altri grandi album che ho avuto modo di apprezzare nella loro storia. I forti produttori, dicevo. Nei quindici brani che compongono questo lavoro si sono susseguiti, in studio, nomi come Boys Noize, vero Re Mida del genere elettronico, Dj Ammo, già presente in “The Beginning”, e Johnny Goldstein, hit-maker israeliano, noto per aver affiancato i più grandi big della scena pop mondiale.

Qualità e quantità quindi, con un dream team che difficilmente “stecca” i grandi appuntamenti come questo, presentando un sostanziale numero di brani come potenziali nuovi singoli da estrarre, oltre ai due già lanciati.

“Simply the best”-Il singolo del momento, con il ripescaggio della latin-house di “Coracao” di Jerry Ropero (2005) e un occhiolino al ritornello di “Finally” di Ce Ce Peniston. La voce di Anitta e il rap di El Alfa fanno il resto per un tormentone che ci porteremo fino alla fine del 2022.

“Muevelo” – Qui entra in scena Boys Noize ma soprattutto l’immortale giro (e hook vocale) di “Move Your Body”, pietra miliare della house music ad opera di Marshall Jefferson. Impossibile rimanere fermi.

“Audios” – Organ bass e piano spiccatamente anni novanta, gli ingredienti sono quelli giusti per una traccia tranquillamente proponibile anche nei club.

“Double D’Z” – Un po’ dubstep, molto hip-hop e un ritornello cantilena che non fatica ad entrare in testa, con la voce della cantante J. Rey Soul, diventata nel frattempo una (quasi) componente ufficiale del gruppo.

“Bailar Contigo” – Il titolo non lascia spazio a dubbi, è sicuramente il brano più “mainstream” dell’intero album, a maggior ragione se si va a riprendere il vocalizzo del successo eurodance di Scatman John.

“Get Down” – Melodie latin con la voce della star Nicky Jam, suono ipnotico e l’inflazionata ritmica reggaeton con cui si va sul sicuro, forse anche troppo.

“Dance 4 U” – Mood anni ottanta, e basterebbe già questo. In realtà però si tratta di uno dei pezzi più belli dell’intero album. Prodotto da? Boys Noize, proprio lui.

“Guarantee” – Avete presente “Meet Me Halfway”, successo degli stessi Black Eyed Peas di qualche anno fa? Ecco, più o meno siamo lì, e di sicuro non è un male perché nonostante le somiglianze anche questo brano si distingue in positivo.

“Filipina Queen” – Brano autocelebrativo, evidentemente, visto che la cantante J. Rey Soul proviene proprio dallo stato asiatico (anche se nata ad Hong Kong). Un po’ riempitivo ma comunque apprezzabile.

“Jump” – Il titolo ma soprattutto il ritornello dicono tutto, un disco che fa saltare e che poteva essere benissimo utilizzato nel periodo di carriera solista di Will.I.Am. Bella la citazione di “Something Like A Phenomenon”.

“In The Air” – Anche un po’ di Italia in questo album, visto che la traccia in questione è stata prodotta dal duo Parisi, fratelli salernitani che hanno lavorato sia con artisti italiani, tipo Clementino, sia internazionali, Ed Sheeran su tutti (in “Afterglow”).

“Fire Starter” – No, per fortuna non è un remake del successo dei The Prodigy ma un ipnotico disco in classico stile Black Eyed Peas, era elettronica si intende.

“No One Loves Me” – No, non mi sono fatto influenzare dal fatto che Nicole Scherzinger è per me una delle donne più belle del pianeta. Però per fortuna la traccia non delude.

“Don’t You Worry” – Dubito ci sia qualcuno che non conosca questo successo dell’estate 2022. Ok, molto simile a “I Gotta Feeling” ma se c’è di mezzo David Guetta la hit è comunque assicurata, e questa traccia come da previsioni lo è stata.

“L.o.v.e.” – Una bella chiusura di album. Beat lento e atmosfere “pettinate”, per un brano che vede all’opera un altro big della musica latina, ovvero Ozuna.

 Luca “Lukagee” Giampetruzzi

Written by LUKAGEE

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