“Coldplay: A head full of stars”, il 14 novembre al cinema: la recensione del film

Written by on 7 Novembre 2018

“Coldplay: A head full of stars”, il 14 novembre al cinema: la recensione del film

Quasi non lo si riconosce. Sguardo da invasato, brufoli e apparecchio in bocca, l’adolescente che di fronte a una videocamera assicura che il suo gruppo diventerà “massive, absolutely huge” è Chris Martin. È uno dei vecchi video contenuti nel film di Mat Whitecross “Coldplay: A head full of stars”. Il documentario – nelle sale cinematografiche italiane solo per un giorno, il 14 novembre (con distribuzione Nexo: qua l'elenco) – racconta l’ascesa di una band di ragazzi normali in un mondo di superstar. È anche una storia d’amicizia, giacché il regista conosce i quattro dai tempi dell’università. Ed è il tentativo di smentire il luogo comune che descrive Martin e i suoi come borghesucci noiosi. L’ironia è che l’operazione è portata a termine dal regista del film sugli Oasis “Supersonic” che dopo aver raccontato le rocambolesca avventure dei fratelli Gallagher ora giura che Martin è una delle persone più interessanti ed eccentriche che vi possa capitare d’incontrare. Il documentario sarà nei cinema solo il 14 novembre, e verrà pubblicato su DVD il 7 dicembre.

L’amicizia fra Mat Whitecross e il gruppo è una delle chiavi del successo del film. L’aspirante regista era lì, videocamera in mano, quando i Coldplay non erano che ragazzini ambiziosi che speravano di diventare “enormi” nel giro di quattro anni. Stacco. Quattro anni e pochi giorni dopo ecco la band sul palco di Glastonbury. È il valore aggiunto del film: ogni fatto è accompagnato dalle immagini giuste. Si passa continuamente dal racconto al presente di “A head full of stars”, disco e tour, ovvero il punto di arrivo del processo di crescita della band, a immagini del passato. E ce ne sono tante tantissime, selezionate da 1000 ore di girato.

Il film comincia con l’audio di una telefonata fra Whitecross e Martin. Il regista chiede se ha visto il film, il cantante risponde di no. Anzi, non vorrebbe proprio vederlo, si limita a pregare l’amico di non iniziarlo con la scontatissima scena dei musicisti che si incamminano dal backstage verso il palco. E ovviamente “A head full of stars” inizia proprio così e promuove subito la sua ipotesi di lavoro: Martin non è una rockstar noiosa e seriosa, ma un ragazzo pieno di voglia di musica e vita. Il presente è rappresentato da nuove interviste e dalle scene spettacolari dei concerti negli stadi: è energia, colore e positività. Il passato è raccontato come una storia di quattro (anzi cinque, contando il primo manager Phil Harvey che faceva parte con Martin del gruppetto dei Rocking Honkies, le cui immagini sono davvero imbarazzanti) ragazzi fortunati che raggiungono il successo in modo graduale, dal primissimo concerto (sì, ci sono le immagini) all’articolo del NME sulle band da tenere d’occhio nel 1999 che li lancia a Beyoncé che incide la sua parte nella stanza del figlio di Chris Martin.

Niente a che spartire con le biografie rock piene di drammi e storie di riscatto. I momenti no ci sono: il batterista Will Champion che viene cacciato e subito reintegrato; il primo difficile tour promozionale americano; l’attenzione della stampa che si concentra su Chris e Gwyneth Paltrow; l session improduttive di “X&Y”; la depressione del cantante risolta anche grazie a “Ghost stories”. Chris Martin, suggerisce il film, è un battutaro simpatico e pieno di vita, ma anche una persona ansiosa e vulnerabile che impara col tempo a non preoccuparsi delle critiche. Un musicista che sembra arrivato con l’album del 2015 “A head full of dreams” alla tappa fondamentale e in qualche modo finale della sua storia, tanto da affermare nel film che “dubito che uscirà mai un altro album convenzionale dei Coldplay”. La morale della pellicola è tratta da una canzone del gruppo. La appunta il cantante su un quaderno nel backstage e poi la enuncia sul palco dell’ultimo concerto del tour di “A head full of stars”, a Buenos Aires: “Nulla è impossibile se tieni duro e credi nell’amore”.

Le performance musicali non sono messe al centro del film e del resto il documentario sarà pubblicato in DVD il 7 dicembre all’interno di un cofanetto contenente il film-concerto “Live in São Paulo”, filmato l’8 novembre 2017, e il doppio album dal vivo “Live in Buenos Aires” del 15 novembre 2017. Un’ultima cosa: non uscite dal cinema durante i titoli di coda. La versione per le sale contiene 10 minuti extra in cui potete ascoltare il regista raccontare com’è nato il film e vedere un frammento del concerto a San Siro.

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