Cesare Cremonini a San Siro: “Un sogno suonare negli stadi, sono qua per restarci”. La recensione del concerto

Written by on 21 giugno 2018

Cesare Cremonini a San Siro: "Un sogno suonare negli stadi, sono qua per restarci". La recensione del concerto



Cesare Cremonini esce da una botola a centro palco e vaverso la passerella centrale che richiama la barra colorata della copertina di “Possibili scenari”. Al piano elettrico attacca la canzone che dà il titolo al disco uscito lo scorso autunno Il palco di San Siro è spento: solo il cantautore bolognese, e 57.000 persone. Un inizio “nudo”, una dichiarazione di intenti. Prima la musica, poi lo spettacolo: a metà canzone il palco “esplode”, gli schermi si accendono, le gigantesche barre-schermo sullo sfondo prendono vita, diventano colorate, si alzano, mentre attacca la band.
“Benvenuti nel miglior scenario possibile, benvenuti nel mio sogno”, dice Cesare, sorriso stampato sulla faccia, giacca bianca, pantaloni neri, scarpe dorate.
Cremonini giunge ai concerti negli stadi a 19 anni dagli esordi con i Lunapop: “E’ il punto di arrivo di un’intera carriera e di un sogno iniziato da bambino”, ha raccontato alla stampa nel pomeriggio, sereno e determinato. “Sono arrivato negli stadi per restarci, ma il bello è portarci canzoni ed esperienza. Ho sempre ragionato artisticamente per fare musica che riempisse grandi spazi anche quando non suonavi in posti più piccoli”.

Il repertorio di Cremonini funziona bene nello stadio: alla terza canzone, “Padremadre”, la platea inizia a cantare e ballare. Gli arrangiamenti sono lineari e potenti: per citarne un paio, bella la coda rock di "Un uomo nuovo" con Cesare alla chitarra e quello altrettanto elettrico di "Mondo". Forse l’unica pecca del concerto è il suono un po’ impastato, soprattutto dagli anelli alti dello stadio – ma si sa, il pregio migliore di San Siro non è l'acustica, ma l'atmosfera.
I dieci musicisti della band sono posizionati sullo sfondo, su una gradinata, due schermi laterali ora mostrano l’azione, ora presentano visual, come le 5 barre mobili sospese in alto, che spesso si abbassano a creare nuove scenografie. Gli scenari possibili sono tanti, sul palco. “Faccio concerti perché faccio dischi”, ha raccontato Cremonini. “Tutto è destinato ad essere coerente. Gli arrangiamenti sono quelli, fedeli al disco. L’ego può giocare brutti scherzi nei concerti, puoi dimenticare chi sei e il motivo per cui ti vengono a vedere. Per la parte spettacolare, il disco aveva già una linea artistica, estetica e visionaria sua, che è stata rispettata. La perfezione è nel binomio tra spettacolarizzazione e canzoni. Non sono l’inaugurazione delle olimpiadi, sono sempre concerti. Sento questa sacralità di ogni stadio”.

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La sequenza iniziale culmina ne “La nuova stella di Broadway” – cantata a squarciagola dal pubblico, in uno stadio accesso dalle luci dei telefonini. Poi “Lost in the weekend”: Cesare – occhialoni da sole e giacca rossa leopardata – gioca con le telecamere, correndo da un lato all’altro, nelle passerelle che si estendono ai lati a formare un abbraccio della platea.
La parte centrale inizia con un assolo di tromba a centro palco. Cesare si sposta a lato, e canta quattro canzoni da solo al piano, mentre lo strumento, circondato da laser, si solleva.
Sul finale de “Le seieventisei” si accende il palco e comincia la terza parte dello spettacolo: è forse quella più bella, con i laser che tagliano il fumo, nell’intro di “Mondo” (Jovanotti salta fuori a metà, dagli schermi laterali, a cantare la sua parte: è l’unico ospite, seppure virtuale). La sequenza con “Logico” è perfetta, con fuochi d’artificio e i visual più spettacolari della serata, per una canzone che sembra pensata da sempre per una rappresentazione in questi spazi.
Le performance alla chitarra acustica per “Dev’essere così” è un bell'intermezzo verso la sequenza finale, che ha il suo climax non tanto in “50 special” (ovviamente cantata a pieni polmoni da tutto lo stadio) quanto in “Poetica” e “Nessuno vuole essere Robin” – la canzone più bella di Cesare, un gioiello vero che non chiude lo show solo perché, da tradizione, quel ruolo spetta ad “Un giorno migliore”. “Questa scaletta è quella che avrei fatto in qualunque altra location, non ho dovuto indossare altri vestiti”, aveva spiegato nel pomeriggio. Il concerto si conclude con Cremonini che si gode lo spettacolo dello stadio, ed esce con un gesto di vittoria e una mossa che cita il suo idolo di sempre, Freddie Mercury.

I numeri: sold-out a San Siro: 57 mila biglietti, e 150.000 in totale per le 4 date: 40 mila a Bologna (esaurito da settimane), 40mila a Roma, più la data zero di Lignano di qualche giorno fa. Sui dettagli del futuro, Cesare lascia la parola ai collaboratori. Il promoter Roberto DeLuca non smentisce e non conferma l’idea di fare i palazzetti in autunno: “Stiamo capendo cosa fare, lo decideremo assieme nelle prossime settimane". Il concerto verrà ripreso per essere documentato. Spiega Walter Mameli, “Siamo rimasti fedeli al progetto originale, anche per esempio in termini di luci, non le abbiamo piegato alle riprese. Vedremo il materiale e decideremo che uso farne, anche perché DVD e pure gli album dal vivo ormai hanno un mercato ristretto”.

Un concerto con il giusto equilibrio tra canzoni e spettacolo: un senso della misura perfetto, come le canzoni di Cesare. Un gran bel palco, e la musica sempre al centro: Cremonini è perfettamente a suo agio, si diverte con i cambi d’abito, ha padronanza degli spazi e gioca con il pubblico, ma senza mai perdere di vista le canzoni e la voce, impeccabile.
Una gran bella serata: i possibili scenari della musica italiana sono una bella realtà.
(Gianni Sibilla)

SCALETTA
Cercando Camilla (intro)
Possibili scenari
Kashmir Kashmir
Padremadre
Il comico (sai che risate)
La nuova stella di Broadway
Latin lover
Lost in the weekend
Un uomo nuovo
Buon viaggio

(set acustico)
Figlio di un re
Una come te
Vieni a vedere perché
Le seieventisei

Mondo
Logico
Greygoose

(set acustico chitarra)
Dev’essere così
Il pagliaccio
50 Special
Marmellata #25
Poetica
Nessuno vuole essere Robin
Un giorno migliore

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