Bebe Rexha, due nomination e nessuno che voglia vestirla

Written by on 24 Gennaio 2019

Una cosa è certa: da qui al 10 febbraio sentiremo molto parlare di lei e non solo per via della doppia nomination ai Grammy Awards 2019 (New Artist e Country Duo/Group Performance): Bebe Rexha ha sollevato una questione importante e grave, sfogandosi di quanto le è accaduto in un video postato su Instagram, che è diventato virale alla velocità della luce.

Passo indietro: per chi ancora non la conoscesse, Bebe Rexha è la 29enne cantautrice newyorchese di origini albanesi che, oltre a essere l’artefice di successi come Say my name e I’m a mess, tra gli altri ha scritto testi per Selena Gomez e Nicki Minaj e, anche, The Monster, canzone di Eminem e Rihanna che ha raggiunto le vette delle classifiche USA e che nel 2015 ha vinto un Grammy.

Comunque, Bebe Rexha è una che si è sempre data da fare. Anche per le colleghe, organizzando ogni anno Women in Harmony, una cena in cui coinvolge cantautrici, artisti e produttrici per celebrare le donne nell’industria musicale.

In questi giorni, accade che Bebe Rexha sia in lizza per due Grammy Awards e che, come tutte le star, si stia preparando per la sua grande serata. Ma, inaspettatamente, pare stia incontrando qualche difficoltà di troppo proprio nella scelta dell’abito. Lei, che veste orgogliosamente una 8 americana (44 italiana) si sarebbe sentita dire da diversi designer che la sua taglia è troppo abbondante per le loro creazioni. «Se una taglia 6/8 è troppo grande, allora non so cosa dire. State dicendo che tutte le donne del mondo che hanno una taglia 8 non sono belle e non possono indossare i vostri vestiti!» si è sfogata Bebe nel video postato su Instagram.

E poi ha proseguito: «Scusate, ho dovuto togliermi il sassolino dalla scarpa. Se non piacciono il mio stile o la mia musica va bene, ma non dite che non mi potete vestire perché la mia taglia non è da passerella. Permettete alle donne di amare il proprio corpo, invece di farle sentire in difetto per la loro taglia. Siamo belle in tutte le taglie! Piccole o grandi! E il mio culo taglia 8 andrà ai Grammy 2019». Tutto chiaro?

Parole forti per chi non ha mai avuto problemi a mettere in mostra la propria silhouette, sul palco dei propri concerti o sul tappeto rosso di molti Award dedicati alla musica (nella gallery, una carrellata di alcuni tra quelli a cui ha presenziato nell’ultimo anno, vestendo anche  un sensualissimo La Perlaproprio ai Grammy del 2018 ). Dopodiché si è scatenato il delirio: i suoi 7,3 milioni di followers si sono schierati dalla sua parte, comprese la collega Leona Lewis e la supertop e attrice Tyra Banks.

Lo stesso hanno fatto designer come Stella Nolasco (che ha vestito Beyoncé ed Eva Longoria) e Christian Siriano, che si è occupato degli outfits di Leslie Jones (di Ghostbusters) e di Megan Mullally (di Will & Grace, oltre che host dei SAG Awards che verranno assegnati il 28 gennaio) dopo che tutti gli altri designer le avevano snobbate.

Negli ultimi anni, la stessa situazione è stata evidenziata attraverso i social anche da Rachel Bloom (star di Crazy Ex-Girlfriend) e da Melissa McCarthy (di Bridesmaids), solo per citarne alcune. Ma come? Si fa un gran parlare di moda inclusiva, di curvy power, di Body Positive Movement, di rose bianche e di stereotipi da rottamare e poi, nel concreto, ci si ritrova punto e a capo? La situazione è molto confusa.

Insomma, non è forse vero che solo due anni fa abbiamo assistito all’evento storico di due colossi mondiali del lusso nonché acerrimi nemici sul mercato, LVMH e Kering, che hanno unito le forze per redigere la prima Carta per il benessere di modelle e modelli, un protocollo per combattere i disturbi alimentari e garantire elevati standard di integrità, responsabilità e rispetto? Certo qui non si parla né di modelle né di passerelle, ma di celebrities sul red carpet. Fa così tanta differenza?

(Fonte: VanityFair)

 

 


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