Arthur Lee, il primo ‘hippy nero’ della musica moderna

Written by on 3 Agosto 2018

Arthur Lee, il primo ‘hippy nero’ della musica moderna

Fu lui stesso a definirsi “il primo hippy nero”, colui senza il quale, forse, non avrebbero fatto la loro comparsa sulla scena musicale né uno Sly Stone né tantomeno un Jimi Hendrix. Arthur Lee, venuto a mancare dodici anni fa, il 3 agosto 2006, dopo aver combattuto con una leucemia e dopo aver trascorso sei dei suoi ultimi anni di vita in carcere, è stato una delle figure cardine della psichedelia degli anni Sessanta. Non gli si renderebbe il giusto omaggio, però, limitandosi a questo: il percorso artistico dei Love, band della quale Lee era chitarrista, cantante e mente creativa, ha segnato traguardi che vanno ben al di là delle visioni lisergiche del genere musicale che esplose con la “Summer of Love” e il disco che è considerato il capolavoro della formazione, “Forever Changes”, uscito nel 1967, è tutt’oggi riconosciuto come una delle pietre miliari del rock.

L’espressione seminale si addice particolarmente bene ai Love, che negli anni di attività non ricevettero il riconoscimento che, invece, negli anni a venire gli sarebbe stato tributato. In molti hanno scelto un pezzo del gruppo di Arthur Lee da inserire nel proprio repertorio nella formula di quella dichiarazione d’amore più comunemente nota come cover. Ce le riascoltiamo nelle pagine che seguono.


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