Ultimo, dai bordi di periferia ai palasport (volando basso): la recensione del concerto all’Atlantico di Roma

Written by on 14 maggio 2018

Ultimo, dai bordi di periferia ai palasport (volando basso): la recensione del concerto all'Atlantico di Roma

Ultimo è un'eccezione. Mentre tutti ostentano i loro successi e sbandierano i loro traguardi, lui resta in silenzio. Con i piedi ben piantati a terra e la testa sulle spalle. Eppure, zitto zitto, il cantautore romano negli ultimi mesi ne ha tagliati non pochi, di traguardi: la vittoria tra le "nuove proposte" al Festival di Sanremo, il successo della sua "Il ballo delle incertezze" anche fuori dal contesto sanremese, l'esibizione sul palco del Concerto del Primo Maggio e un tour nei club sold out (è partito lo scorso 4 maggio da Bologna e finirà il 26 maggio a Milano). Potrebbe strombazzare ai quattro venti le sue conquiste, invece no: anche se sa bene di aver fatto il grande passo, vola basso. Sui social interviene pochissimo e quando lo fa è solo per ricordare (soprattutto a sé stesso) chi è e da dove viene e per lanciare messaggi ai suoi coetanei: "Dicevano sarei stato ultimo, e in effetti l'ho preso come nome d'arte, e sono fiero di continuare ad esserlo. Quando la gente grida 'Ultimo' mi si riempie il cuore di forza. Ultimo è un'idea", ha scritto pochi giorni fa.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/gH3DrrrpMsFc6YuYbMJxiKyEXCA=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/ultimomartacoratella10.jpgDi questi tempi oscuri, soprattutto per i più giovani, tra baby gang, criminalità minorile, bullismo e cyberbullismo, la storia di Ultimo rappresenta un esempio da seguire: nato e cresciuto ai bordi di periferia, in uno dei quartieri più critici di Roma, San Basilio (che finisce spessissimo sulle pagine di cronaca nera dei quotidiani capitolini), con la sua passione è riuscito ad arrivare lì dove gli dicevano che non sarebbe mai arrivato. Certo, la strada che lo ha portato da San Basilio a Sanremo è stata lunga, tortuosa: ma grazie alla sua determinazione e ad una manciata di canzoni Niccolò è arrivato a destinazione. E oggi, dal palco del suo secondo concerto all'Atlantico di Roma, guardando negli occhi i suoi coetanei dice: "Noto che troppo spesso ci si arrende di fronte alle avversità. Invece bisogna inseguire i propri sogni. Io ho iniziato a studiare musica a 7 anni, a scrivere canzoni a 13. Avevo chiaro in mente quello che volevo fare da grande. E sapevo che sarei potuto finire sotto un ponte, ma che avrei comunque fatto questo nella vita".

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/qU1HryOgnBerdkgNiBPVPVYhWB4=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/ultimomartacoratella5.jpgIn concerto Ultimo racconta proprio la sua storia e lo fa attraverso le canzoni dei suoi due album, l'esordio ufficiale "Pianeti" (uscito lo scorso autunno) e "Peter Pan" (uscito a febbraio, in concomitanza con la partecipazione al Festival). La scaletta sembra un film e i pezzi sono collegati tra loro come se fossero delle scene: le parole di "Buon viaggio", la canzone che apre il concerto, sembrano quasi dei titoli di testa ("Fai buon viaggio e torna solo se hai un pretesto / gira il mondo, non importa in quanto tempo"), quelle di "Peter Pan" l'epilogo ideale ("Ho di nuovo invertito le rotte / il mondo corre ed io fermo distante / sognatore di grandi promesse / io ancora scappo dall'essere grande"). Ma in mezzo c'è Ultimo, i suoi sentimenti, l'equilibrato mix tra cantautorato e hip hop che rappresenta la sua cifra stilistica, il suo mondo: che poi è anche il mondo dei ragazzi che sotto al palco cantano le sue canzoni e che ci si ritrovano dentro, tra abbracci e teneri baci sul collo.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/mwCdlI706ijVH0gkobWOiYABwGI=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/ultimomartacoratella8.jpgQuello che colpisce è il modo con cui il cantautore mostra le sue debolezze e le sue insicurezze: si siede al piano, muove le dita tra i tasti e cantando si confida con i ragazzi sotto il palco. Cercando di ridurre la distanza che separa il palco dal parterre, cercando di sentirsi uno di loro: perché Niccolò in fondo è come loro, un 22enne che fino a qualche mese fa stava dall'altra parte delle transenne e che cantava le canzoni dei suoi idoli come ora i ragazzi cantano le sue. "Da quando ero bambino solo un obiettivo", sussurra in "Sogni appesi", "dalla parte degli ultimi per sentirmi primo".

A novembre Ultimo taglierà un altro bel traguardo: suonerà per la prima volta nei due principali palasport italiani, il PalaLottomatica di Roma e il Forum di Assago, a Milano. "Che per stare in pace con te stesso e col resto / puoi provare a volare lasciando a terra te stesso", canta lui nel ritornello di "Il ballo delle incertezze". E allora che continui a volare, ma restando sempre con i piedi per terra.

Mattia Marzi

"Buon viaggio"
"Canzone stupida"
"Cascare nei tuoi occhi"
"Ovunque tu sia"
"Poesia senza veli"
"Dove il mare finisce"
"Pianeti"
"Domenica"
"Mille universi"
"La stella più fragile dell'universo"
"Farfalla bianca"
"Il ballo delle incertezze"
"Il vaso"
"Vorrei soltanto amarti"
"Ti dedico il silenzio"
"Stasera"
"L'eleganza delle stelle"
"Forse dormirai"
"Sabbia/La storia di un uomo"
"Albachiara"
"Giusy"
"Sogni appesi"
"Peter Pan (Vuoi volare con me?)"

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