Sanremo 2018: Addio a Giovanni Choukhadarian. Ciao, Chuck…

Written by on 3 febbraio 2018

Sanremo 2018: Addio a Giovanni Choukhadarian. Ciao, Chuck...

Si è spento oggi a 50 anni il giornalista e critico musicale ligure Giovanni Choukhadarian, dopo una malattia raccontata con coraggio e dignità negli ultimi giorni sulla sua pagina Facebook.
Nato a Sanremo, ma di origini armene, aveva scritto a lungo per numerose testate nazionali come "La Repubblica", "Il Giornale" e "Il Foglio", oltre che per molte pubblicazioni locali.
Da sempre animato da una grande passione per la musica, Giovanni era giurato del “Premio Tenco” ed ha seguito, come inviato, molte edizioni del Festival di Sanremo, anche attraverso il suo blog Sanremout.
Nel corso degli anni si era fatto apprezzare anche come presentatore di numerose rassegne musicali e letterarie, nell’ambito delle quali aveva intervistato con il suo stile tagliente, scrittori ed artisti contemporanei.

I funerali si terranno sabato 3 febbraio alle 15 presso il santuario della Madonna Miracolosa a Taggia.

Giovanni era un uomo di grande cultura, nel senso più ampio del termine, capace di sorprenderti non solo con la sua enciclopedica preparazione, ma anche per la sua ironia e la sua leggerezza.
(Maurilio Giordana)

Giornalista coltissimo, personaggio bizzarro, grande animatore del dibattiti del Club Tenco. Impossibile dimenticarlo.
(Enrico de Angelis)

L'apparenza inganna, e qualche volta fa vergognare. La prima volta che incontrai Giovanni scambiai i suoi modi timidi e goffi per una sorta di disturbo psichico e pensai che volesse aggredirmi, o qualcosa del genere. In realtà di sicuro io non ero John Lennon e neanche lui Mark Chapman, così che bastarono pochi minuti per capirsi e stimolare da parte mia una grande curiosità. Era un persona coltissima e acuta, con una sottile ironia che teneva come arma di riserva, fosse il caso di tagliare le unghie a qualche malintenzionato intellettuale o a sgonfiare i soliti vanitosi patacca. L'ho frequentato troppo poco e adesso mi accorgo che mi mancherà, perché è solo vero quello che diceva John Lennon, “life is what happens to you/ while you're busy making other plans”, e spesso per distrazione e con leggerezza ti perdi le occasioni migliori.
Ciao Giovanni, dovunque tu sia, amavi Gianni Brera come me e allora, come diceva lui, ti sia lieve la terra.

(Riccardo Bertoncelli)

Era un uomo straordinario, unico, colto, curioso, acuto, attento e generosissimo. Incontrare Giovanni Choukhadariàn (con l’accento sulla “a” finale, lui puntualizzerebbe) era farsi aprire ogni volta un universo nuovo e inatteso, accettare una parola ricercata che entrava naturalmente nel tuo lessico familiare, ricevere la sua attenzione e la sua ironia solo in apparenza assorte altrove.

(Eddy Anselmi)

Giovanni, faccia sghemba da Totò giovane, non avevo mai capito che avessi solo cinquant'anni. Nei nostri incontri e a volte scontri, nel lazzaretto della sala stampa del Festival o, meglio, nelle vinerie di quella città da operetta che è Sanremo, ci siamo detti più volte la reciproca benché malespressa stima. Quest'anno non verrò a Sanremo, e la tua assenza rende ancora più lieve la scelta di non esserci. Ciao Chuck, ci si vede.

(Franco Zanetti)

dalla pagina Facebook di Giovanni Choukhadarian, 15 gennaio:

Ma voi, claquers, ditemi immantinente
se resterà almeno un filo
dei miei concerti o se, tranne
la spuma dei vostri entusiasmi,
di fatto non c’era niente.
Sonerò ancora lo splendido violino verde,
finché le mani ce la faranno.
Sento però che la mia destrezza si perde
e crescono il disinganno e l’affanno.
Ma voi, claqueurs, assicuratemi
che di me durerà almeno un rigo,
che delle mie sconsolate sonate
qualcosa resterà vivo.
(Angelo Maria Ripellino)


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