Perché riascoltiamo infinite volte i brani musicali che ci piacciono?

Written by on 9 novembre 2018

Ascoltiamo infinite volte i brani che ci piacciono

Suonala ancora, Sam”, chiede perentorio l’affranto Rick (Humphrey Bogart) al suo pianista, nel film Casablanca. Al suono di As Time Goes By, Rick prende fra le mani la testa e si accascia disperato sulla scrivania… E parte il flashback della sua storia d’amore a Parigi con Ilsa (Ingrid Bergman). Alla luce di studi recentissimi, l’insopprimibile esigenza di Rick di riascoltare quella canzone si definisce “rifruizione intenzionale regressiva” ed è motivata dal desiderio di ritornare emotivamente e mentalmente a un preciso momento del passato. Vi siete mai chiesti perché riascoltiamo molte volte i nostri dischi preferiti, rileggiamo i libri e rivediamo i film che ci piacciono? Ci sono due recenti studi scientifici che hanno approfondito la questione, il primo di Cristel Russell, pubblicato nell’agosto 2012 dal «Journal of Consumer Research», il secondo del 2018 pubblicato dalla rivista «Psycology of Music» a firma Frederick Conrad. Gli studi si basano su migliaia di interviste da cui si nota che i comportamenti di Volitional Reconsumption (rifruizione intenzionale) si attivano con cinque modalità: regressiva, progressiva, ricostruttiva, relazionale e riflessiva. Alcuni soggetti anelano rivivere dei momenti passati (fattore regressivo), altri vogliono confermare o modificare le impressioni lasciate dai precedenti ascolti (fattore progressivo), altri aspirano a un godimento sempre più completo alla scoperta di nuovi dettagli nell’arrangiamento e nella composizione (fattore ricostruttivo); altri vogliono condividere l’esperienza dell’ascolto con altre persone (fattore relazionale) e infine chi riferisce che rifruire un libro, una canzone o un film porta a un aumento di consapevolezza, a un flash di stimolazione energica positiva (fattore riflessivo).

Perché riascoltiamo infinite volte i brani musicali che ci piacciono?

In molti casi, nello stesso soggetto si attivano contemporaneamente più modalità o anche tutte. Questo piccolo spiegone ci aiuta a comprendere il grande successo di molte attuali operazioni discografiche. I cofanetti di John Lennon IMAGINE THE ULTIMATE EDITION (2 Blu-ray + 4CDs) e il WHITE ALBUM dei Beatles SUPER DE LUXE INTEGRALE (7 Cd) in cui sono comprese 50 registrazioni aggiuntive dalle session del WHITE ALBUM (molte mai pubblicate prima), mixate dagli originali nastri da 4 e 8 tracce e presentate in ordine cronologico di registrazione. L’ascolto in successione cronologica dal demo iniziale (generalmente chitarra e voce o piano e voce) di tutte le successive soluzioni di arrangiamento fino alla versione finale, rappresenta il massimo del godimento per il “rifruitore intenzionale”. Al contrario, le operazioni come IN THE BLUE LIGHT, l’ultimo album di Paul Simon dove l’autore ripresenta un collier di sue perle con nuovi arrangiamenti. In questo caso il flop è garantito: nessun nuovo arrangiamento sia pure dello stesso autore potrà mai sostituire nella nostra mente la versione originale che è ormai incrementata e blindata nel suo valore intrinseco dai fattori emotivi regressivo, progressivo, ricostruttivo, relazionale e riflessivo. Fate la prova, ascoltatevi René And Georgette Magritte With Their Dog After The War nella nuova versione che vi susciterà sgomento e smarrimento, poi ascoltate la versione originale da HEARTS AND BONES e le lacrime vi scenderanno copiose. Emozioni così forti solo la musica può provocarle.

(Fonte: Stonemusic)


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