I Thirty Seconds to Mars si riscoprono duo (e Jared duetta con Elisa): la recensione del concerto a Roma – SCALETTA / FOTOGALLERY

Written by on 17 marzo 2018

I Thirty Seconds to Mars si riscoprono duo (e Jared duetta con Elisa): la recensione del concerto a Roma - SCALETTA / FOTOGALLERY

Una scaletta che cambia di concerto in concerto (anche se le canzoni restano praticamente le stesse), uno spettacolo coinvolgente e trascinante, un Jared Leto davvero al top: è questo, in breve, il "Monolith tour", la tournée che segna il ritorno dei 30 Seconds to Mars sui palchi in attesa del nuovo album che uscirà il prossimo 6 aprile. Il tour sarebbe dovuto partire l'11 marzo da Colonia, in Germania, ma quel concerto è stato spostato al 4 maggio: il debutto è dunque avvenuto il 12 marzo a Basilea, in Svizzera, e questa sera la band californiana è arrivata al PalaLottomatica di Roma per la prima delle due date italiane (domani, invece, Jared e compagni suoneranno alla UnipolArena di Casalecchio di Reno, a Bologna).

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Il "Monolith tour" sembrava essere partito alla grande. A detta dei fan, la data di Basilea è stata un successo: i Thirty Seconds to Mars hanno suonato per la prima volta in concerto il singolo "Dangerous night" e un'altra canzone tratta dal nuovo album, "Rider", e riportato in scaletta pezzi che non eseguivano per intero da un po', come "Night of the hunter" e "Vox populi". Ma dopo la seconda data, quella a Parigi, è successo qualcosa che ha arrestato la cavalcata della band di Jared Leto: quando mancavano davvero poche ore al concerto romano e i fan erano già fuori dal PalaLottomatica, infatti, i Thirty Seconds to Mars hanno comunicato via social che il chitarrista Tomo Milicevic ha deciso di prendersi una pausa dal tour "per occuparsi di alcune questioni personali" (non ha partecipato neppure alle attività promozionali in Itali). La sua scelta ha trovato Jared e suo fratello Shannon impreparati: così si sono presentati sul palco del PalaLottomatica come duo, utilizzando basi pre-registrate.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/PaNkTOVmS0sHhQlwx-Ee_opxd1g=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/30secondstomars-roma-08.jpgA Roma i Thirty Seconds to Mars avevano tenuto il loro ultimo concerto italiano, nel giugno del 2014: lo avevano chiuso con "Up in the air". Curiosamente, è proprio con questa canzone che Jared e Shannon danno il via al concerto al palasport romano, dopo il "Monolith intro" (preludio che aprirà tutti i concerti del tour). I colpi duri alla batteria di Shannon, che indossa una maglietta bianca con sopra la scritta rossa "Bowie", alimentano l'adrenalina dei fan: ecco che alle spalle del batterista compare il divo Jared, mandando su di giri il pubblico. Indossa un lungo mantello e sotto una giacca e pantaloni con pailettes dorate. Ha i capelli lunghi piastrati e la barba foltissima, gli occhi azzurri nascosti da giganteschi occhiali scuri: un po' tamarri, ma stilosi.

La scaletta passa in rassegna tutte le evoluzioni sonore del gruppo: dal rock spigoloso del primo album al pop-rock di "Love, lust, faith and dreams", passando per il suono più elettronico e sperimentale di "A beautiful lie" e "This is war". Essenziale la scenografia: un maxischermo rettangolare – richiama il "Monolith" del tour" – posizionato verticalmente in fondo al palco. Peccato che gli spazi ristretti del PalaLottomatica non abbiano consentito agli organizzatori di allestire la scenografia originale del tour, che comprende anche una serie di pannelli che, calando dall'alto, chiudono il gruppo come all'interno di una scatola.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/8G28m18EUk0GtYbM5W94K8gB8mw=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/30secondstomars-roma-04.jpgLe prime sei canzoni si susseguono velocissime una dietro l'altra e non lasciano ai fan nemmeno un attimo per riprendere fiato: dopo "Up in the air" arrivano – nell'ordine – "Kings and queens", "Search and destroy", "This is war", "Dangerous night" e "Do or die". Leto sul palco si comporta da rockstar: salta, incita il pubblico, balla divertito. E tira fuori tutta la sua energia: "We are the kings… We are the queens", "Noi siamo i re… Noi siamo le regine", canta con aria trionfante nel finale di "Kings and queens". Fa sorridere vedere ballare in mezzo al pubblico del parterre anche parecchie quarantenni: ma a pensarci bene, sono quelle che quando è uscito il primo album del gruppo, nel 2002, avevano poco più di vent'anni.

Non mancano sorprese: una caratteristica di questo tour è che in ogni paese in cui fanno tappa, i Thirty Seconds to Mars invitano al loro concerto un cantante di quel paese (a Parigi, ad esempio, Jared aveva duettato con la giovanissima popstar francese Marina Kaye). Su "Dangerous night" il cantante chiama sul palco del PalaLottomatica accanto a sé Elisa ("A Roma in missione segreta… tra poche ore si svelerà il mistero", aveva scritto lei sui social nel pomeriggio): cantano insieme per pochi secondi, quel tanto che basta per far contenti i fan.

Anche se la cifra stilistica dei Thirty Seconds to Mars è quel mix di rock, pop, elettronica e (sprazzi) di metal, il gruppo sa cavarsela bene anche con canzoni meno virtuosistiche e più intense: lo dimostra la cover di "Stay" di Rihanna, in cui la voce di Jared viene forse fuori meglio che nei pezzi più trascinanti, ma anche il medley dedicato alle star del rock e del pop che sono scomparse negli ultimi anni (da Prince a Chris Cornell dei Soundgarden, passando per David Bowie, George Michael e Chester Bennington dei Linkin Park – omaggiati rispettivamente con "Purple rain", "Heroes", "Freedom! '90", "Crawling" e "Black hole sun").

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/LYVhj_n5kCBcuU57ead0jFVfg9k=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/30secondstomars-roma-07.jpgBella anche la parentesi acustica, con Leto che imbraccia la chitarra per "Hurricane" e "The kill": "Voglio dedicare questa canzone a chi ci ha seguito nel corso di tutti questi anni senza mai abbandonarci", dice il cantante, prima di tornare a scatenarsi con "City of angels", "Night the hunter", "Conquistador" e "Rider". Il finale è affidato a "Walk on water" (il singolo apripista del nuovo album) e all'immancabile "Closer to the edge", con tanto di esplosione di coriandoli.

Dopo le varie esperienze come attore che ha fatto negli ultimi anni (da "Dallas Buyers Club" del 2013 al recentissimo "The outsider", senza dimenticare ovviamente "Suicide squad" e il sequel di "Blade Runner"), per Jared Leto questo tour è un modo per tornare ad indossare i panni di cantante e per ritrovare la sua dimensione originale: quella dei concerti, appunto. Quanto ai Thirty Seconds to Mars: saranno passati pure tre anni dall'ultima tournée del gruppo, ma il rapporto tra la band e i loro fan sembra essere rimasto praticamente lo stesso. Anzi, forse è diventato anche più intenso: questo periodo di silenzio sembra aver fatto stringere i fan attorno a Jared e compagni, che dovranno stare attenti a non deluderli con il nuovo disco. Sarà interessante ascoltare cosa hanno combinato in studio negli ultimi anni e come verrà accolto dal pubblico. I fan italiani avranno modo di ascoltare per la prima volta dal vivo le nuove canzoni il prossimo 8 settembre, quando i Thirty Seconds to Mars torneranno nel nostro paese per esibirsi a Milano.

(di Mattia Marzi)

SCALETTA:
"Monolith intro"
"Up in the air"
"Kings and queens"
"Search and destroy"
"This is war"
"Dangerous night" (con Elisa)
"Do or die"
"Stay" (cover di Rihanna)
Medley: "Purple rain / Imagine / Heroes / Freedom! '90 / Crawling / Black hole sun"
"Hurricane"
"The kill"
"Pyres of Varanasi"
"City of angels"
"Night of the hunter"
"Conquistador"
"Rider"
"Walk on water"
"Closer to the edge"

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