Gué Pequeno contro tutti: «Fedez e J-Ax? Non sono cool. E su Ghali e Sfera Ebbasta…»

Written by on 10 maggio 2018

Qualcuno, leggendo della sua partecipazione a La Finale di Fedez e J-Ax a San Siro, il dubbio se l’era posto, che tutte le rivalità e i battibecchi sui social fossero davvero morti e sepolti? «Mi hanno invitato al loro concerto e ci sarò. Anche se il giudizio sulla loro musica non cambia: non è cool». Lo racconta Gué Pequeno al Corriere della sera spiegando come, ciononostante, i rapporti con i colleghi siano buoni. «Con Ax non ho mai litigato e c’è rispetto. Con Fedez ho chiarito tutto quando ha riconosciuto il mio ruolo nel rap commentando la bufera che si era scatenata per una mia disavventura social».

 

Pace fatta, dunque, anche se il rapper milanese, in uscita nelle librerie con la biografia Guérriero, ci tiene a sottolineare di essere vero, autentico in tutto e per tutto: «Sono rimasto Cosimo quando il 90 per cento dei rapper è falso. Si fingono gangster o inventano un’adolescenza difficile ma se finiscono in quegli ambienti prendono schiaffi. Io non mi spaccio per malavitoso, ma ne conosco e mi rispettano». E così, dopo aver detto che «le mie rime stanno al rap come il neorealismo al cinema», è il momento di passare al giudizio sul trap e i nuovi fenomeni, da Ghali a Sfera Ebbasta, che hanno conquistato il popolo teen a suon di like e autotune.«Riconosco e rispetto il successo ma non mi interessa finire a fare il rapper pupazzo su Instagram per accontentare il pubblico. Ho usato i suoni trap, e anche il reggaeton, anni fa. E ho anticipato i tempi parlando di soldi e moda nelle canzoni: venivo attaccato e ora sono temi sdoganati».

Da qui l’attacco diretto ai due autori di Peace and Loveil brano firmato da Ghali e Sfera che in appena 24 ore ha raggiunto 1 milione e 500mila stream: «Sfera ha talento anche se si ispira fin troppo, e uso un eufemismo, a certi rapper americani. Ghali, che misi sotto contratto agli esordi, ha cambiato direzione troppe volte per essere veramente autentico: da gangster a mamma Africa ce ne passa. Mancano a tutti i testi, l’unico che fa capolavori è Vale Lambo. La Dark Polo Gang ha basi forti ma, e lo dice uno ossessionato dai marchi, parla solo di moda: fanno entertainment, se cerchi poesia vai da De André».

(Fonte: vanity fair)


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