Grammy Awards 2018, a New York la notte degli Oscar della musica – LA DIRETTA

Written by on 29 gennaio 2018

Grammy Awards 2018, a New York la notte degli Oscar della musica - LA DIRETTA

ore 23.55 – Sul palco salgono i possenti Body Count di Ice-T, che eseguono dal vivo una versione muscolare – e polemica nei confronti delle violenze commesse dalla polizia americana ai danni dei cittadini statunitensi – della loro "Black Hoodie", dal recente album "Bloodlust" del 2017: si apre il treno di premiazioni dedicate alle categorie consacrate al rock, e il primo premiato è nientemeno che il gigante della canzone d'autore nordamericana scomparso nel 2016 Leonard Cohen, che nella categoria "Best Rock Performance" batte, con la sua "You Want It Darker", Chris Cornell (in lizza con "The Promise") e Foo Fighters (presenti con "Run"). I Mastodon (presenti in sala, che ringraziano Judas Priest e Black Sabbath), con "Sultan's Curse", si aggiudicano la statuetta nella categoria "Best Metal Performance", mentre il premio come "Best Rock Song" va ai Foo Fighters (non presenti in sala) con "Run". "A Deeper Understanding" dei War On Drugs (non presenti in sala) va il premio nella categoria "Best Rock Album", mentre "Sleep Weel Beast" dei National viene premiato nella categoria "Best Alternative Music Album".
Si passa alle categorie dedicate all'r'n'b, e Bruno Mars (non presente in sala), si porta a casa il premio "Best R&B Performance" per "That's What I Like". Uno dei papabili protagonisti dei Grammy 2018, Childish Gambino, conquista grazie a "Redbone" il premio nella categoria "Best Traditional R&B Performance": Bruno Mars – insieme ai suoi autori Christopher Brody Brown, James Fauntleroy, Philip Lawrence, Jeremy Reeves, Ray Romulus e Jonathan Yip – replica, grazie a "That's What I Like", vincendo nella categoria "Best R&B Song". The Weeknd, con "Starboy", si aggiudica il premio nella categoria "Best Urban Contemporary Album": in quella riservata al "Best R&B Album" la spunta ancora una volta Bruno Mars con "24K Magic". Kendrick Lamar, uno dei protagonisti annunciati dell'edizione 2018 degli "Oscar della musica", con "HUMBLE" sbaraglia la concorrenza nella categoria "Best Rap Performance": il rapper di Compton raddoppia vincendo anche nella categoria "Best Rap Song" grazie alla title track del suo ultimo album.

Nella categoria "Best Country Solo Performance" a spuntarla è Chris Stapleton con "Either Way". Sempre Chris Stapleton (con il coautore Mike Henderson) si aggiudica il premio nella categoria "Best Country Song" con "Broken Halos", mentre i Little Big Town vincono grazie a "Better Man" il premio nella categoria "Best Country Duo/Group Performance".

Portugal. The Man, grazie a "Feel It Still", batte Luis Fonsi, Chainsmoker e Coldplay nella categoria "Best Pop Duo/Group Performance", mentre l'album celebrativo "Tony Bennett Celebrates 90" – spuntandola su una concorrenza formata da, tra gli altri, Bob Dylan e Michael Bublé – si aggiudica il premio nella categoria "Best Traditional Pop Vocal Album". Come "Best Pop Vocal Album" "Divide" di Ed Sheeran non lascia speranze agli altri concorrenti che rispondono ai nomi di Coldplay, Lana Del Rey, Lady Gaga, Imagine Dragons e Ke$ha. Infine, non poteva mancare un riconoscimento a Greg Kurstin, recente collaboratore di Foo Fighters, Sia, Liam Gallagher e Beck, che si porta a casa il premio come "Producer of the Year, Non-Classical". Si chiude in perfetto orario la Premiere Ceremony: l'appuntamento è tra due ore, alle 2 (ora italiana) di lunedì 29 gennaio, per la cerimonia di premiazione nella categorie maggiori dei Grammy Awards 2018.

ore 23.20 – Zack Brown viene chiamato a premiare i vincitori nella sezione dedicata al blues e alla roots music, e si inizia subito alla grande: nella categoria "Best American Roots Performance" a conquistare il premio sono gli Alabama Shakes con "Killer Diller Blues", che battono – tra gli altri – i Blind Boys of Alabama con "Let My Mother Live". Jason Isbell, con "If We Were Vampires", vince il Grammy nella categoria "Best American Roots Song" e in quella "Best Americana Album", grazie all'album registrato coi 400 Unit "The Nashville Sound" (battendo i concorrenti Gregg Allman e Iron & Wine). Gli Infamous Stringdusters si portano a casa il trofeo nella categoria "Best Bluegrass Album": il "nostro" Fabrizio Poggi non ce la fa, ma cede il passo a dei veri e propri giganti, i Rolling Stones, che (ovviamente non presenti in sala) conquistano il premio nella categoria "Best Traditional Blues Album" grazie al loro recente "Blue & Lonesome". Taj Mahal e Keb' Mo', ancora freschi di esibizione, vengono richiamati sul palco per ritirare il premio nella categoria "Best Contemporary Blues Album" per il loro album congiunto "TajMo".

Aimee Mann (non presente in sala) si aggiudica il trofeo nella categoria "Best Folk Album" per "Mental Illness" (battendo, tra gli altri, Laura Marling e Cat Stevens/Yusaf), mentre i Lost Bayou Ramblers, con il loro "Kalenda", la spuntano nella categoria "Best Regional Music Album".
Damian Marley (non presente in sala), uno dei figli del re del reggae Bob, grazie a "Stony Hill" si porta a casa il trofeo nella categoria "Best Reggae Album", mentre il gruppo corale sudafricano dei Ladysmith Black Mambazo si aggiudica la statuetta nella categoria "Best World Music Album" grazie a "Shaka Zulu Revisited: 30th Anniversary Celebration", battendo, tra gli altri, i maliani Tinariwen, in lizza con "Elwan".

ore 22.55 – Dopo una parentesi dedicata alle premiazioni delle categorie riservate alla musica classica, sul palco sale – per eseguire dal vivo "Moaning" – la jazz singer Jazzmeia Horn, in gara nella categoria "Best Jazz Vocal Album" con "A Social Call". Si passa quindi alla premiazione del "Best Improvised Jazz Solo", che vede il fuoriclasse delle sei corde John McLaughlin (che ritira il premio in persona, e dice: "Vincere un Grammy alla mia età è un miracolo") trionfare sulla concorrenza grazie a "Miles Beyond" (incluso nell'album "Live at Ronnie Scott's" registrato coi 4th Dimension). Il premio come "Best Jazz Vocal Album" va a Cécile McLorin Salvant per "Dreams and Daggers", mentre quello come "Best Jazz Instrumental Album" se lo aggiudica Billy Childs con il suo "Rebirth". Alla Christian McBride Big Band viene assegnato, per "Bringin' It", il premio nella categoria "Best Large Jazz Ensemble Album". Il trofeo come "Best Latin Jazz Album" se lo aggiudica il Pablo Ziegler Trio per il disco "Jazz Tango".
Nella categoria "Best Gospel Performance/Song" si aggiudicano il premio Dwan Hill e Alvin Love III in qualità di autori di "Never Have to Be Alone" di CeCe Winans. Sempre la cinquantatrenne cantante di Detroit si aggiudica il premio nella categoria "Best Gospel Album" grazie al suo "Let Them Fall in Love": il premio viene ritirato sempre da Dwan Hill e Alvin Love III. A Reba McEntire, per "Sing It Now: Songs of Faith & Hope", viene assegnato il premio nella categoria "Best Roots Gospel Album". Il treno di premiazioni viene chiuso dall'esibizione congiunta di Taj Mahal e Keb' Mo' sulle note di "Diving Duck Blues": si apre la tranche di premiazioni dedicata alle dodici battute, dove in corsa nella categoria "Best Traditional Blues Album" c'è anche il nostro connazionale Fabrizio Poggi.

ore 22.15 – India.Arie interrompe il treno delle premiazioni eseguendo dal vivo – accompagnata dalla sola chitarra acustica e da dall'orchestra di Shaffer – la sua "I Am Light" (dall'album "Songversation" del 2013). Si torna ai trofei con un nome di spicco: Shakira (non presente alla cerimonia) si aggiudica, per il suo "El Dorado", il premio nella categoria "Best Latin Pop Album". Nella categoria continua "Best Latin Rock, Urban or Alternative Album" ad avere la meglio è Residente con il suo album omonimo. Aida Cuevas con "Arrieros Somos – Sesiones Acústicas" si aggiudica il premio nella categoria "Best Regional Mexican Music Album (Including Tejano)". Il premio come Best Tropical Latin Album viene assegnato a Rubén Blades con Roberto Delgado & Orquesta per l'album "Best Tropical Latin Album".
Alla scomparsa Carrie Fisher, la principessa Princess Leia di "Guerre Stellari", viene assegnato (postumo, per il suo "The Princess Diarist") il premio nella categoria "Best Spoken Word Album", dove era in gara anche Bruce Springsteen con "Born to Run". Al cast di "Dear Evan Hansen" viene assegnato il premio nella categoria "Best Musical Theater Album". Come "Best Compilation Soundtrack for Visual Media" ad avere la meglio è la colonna sonora del fortunatissimo "La La Land": a ritirare il premio sono i produttori dell'album Marius de Vries e Justin Hurwitz: sempre "La La Land" si aggiudica anche il Grammy nella categoria "Best Score Soundtrack for Visual Media", grazie alla colonna sonora composta da Justin Hurwitz.
Al film di Damien Chazelle non riesce però il triplete: nella categoria "Best Song Written for Visual Media", dove pure "La La Land" era in lizza con "City of Stars", sempre di Hurwitz, a vincere è "How Far I'll Go" di Lin-Manuel Miranda (non presente in sala), scritta per il film "Oceania".
Peter Kater, con Dancing on Water, batte Brian Eno nella categoria "Best New Age Album": subito dopo la premiazione, sale sul palco l'ensemble vocale per un'esecuzione dal vivo di un medley che include anche la celebre "Ave Maria" di Schubert.

ore 21.50 – Il documentario diretto da Allen Hughes "The Defiant Ones" si aggiudica la palma come "Best Music Film": Arturo O'Fallin, con "Three Revolutions", vince nella categoria "Best Instrumental Composition", mentre John Williams si aggiudica per "Escapades for Alto Saxophone and Orchestra" la palma nella categoria Best Arrangement, Instrumental or A Cappella. Randy Newman, con "Putin", si aggiudica il premio come "Best Arrangement, Instruments and Vocals". Nella categoria "Best Recording Package" la vittoria viene assegnata ex aequo a Claudio Roncoli e Cactus Taller per "El Orisha de la Rosa" e Sasha Barr, Ed Steed e Josh Tillman per la deluxe edition di "Pure Comedy" di Father John Misty.
Nella categoria "Best Boxed or Special Limited Edition Package" hanno la meglio Lawrence Azerrad, Timothy Daly e David Pescovitz per "The Voyager Golden Record: 40th Anniversary Edition", mentre il premio come "Best Album Notes" viene assegnato a Lynell George per il contributo scritto inserito sul booklet di "Live at the Whisky a Go Go: The Complete Recordings".
Il disco dedicato ai lavori di Glenn Gould sull'opera di Bach "The Goldberg Variations – The Complete Unreleased Recording Sessions June 1955" vince nella categoria "Best Historical Album". Seppure non direttamente – la stauetta viene consegna ai suoi tecnici del suono Shawn Everett, Joseph Lorge e Patricia Sullivan, Bruno Mars porta a casa il premio come "Best Engineered Album, Non-Classical" con il suo "24K Magic". Un altro nome importante viene chiamato in causa nella categoria "Best Remixed Recording, Non-Classical": ad avere la meglio è il lavoro di Dennis White per il remix di "You Move" dei Depeche Mode.
"Early Americans" di Jane Ira Bloom si aggidica il premio come Best Surround Sound Album: ritirano il premio i tecnici del suono Jim Anderson e Darcy Proper.

ore 21.30 – Dopo una breve (e divertente) introduzione di Shaffer ("Avete 45 secondi per ritirare il premio e fare il vostro discorso, e il cronometro partirà da quando il vostro nome verrà annunciato") si passa alle premiazioni. La prima categoria è quella di "Best Dance Recording": a vincere sono gli LCD Soundsystem con "Tonite". A ritiare era atteso James Murphy, che tuttavia non si presenta. Nella categoria "Best Dance/Electronic Album" il premio viene assegnato a "3D – The Catalogue" dei Kraftwer, anche loro assenti, mentre la palma di Best Contemporary Instrumental Album se la aggiudica Jeff Lorber con "Prototype". Kendrick Lamar conquista il primo premio della serata – grazie a "HUMBLE" – nella categoria "Best Music Video".

ore 21.00 – Al Theater del Madison Square Garden – uno spazio separato dalla sala principale del palazzetto newyorchese dove verranno assegnati i premi nelle categorie principali, a partire dalle 3 (ora italiana) di lunedì 29 gennaio – ha preso il via la sessantesima edizione dei Grammy Awards, gli "Oscar della musica" americani istituiti dalla National Academy of Recording Arts and Sciences. Durante la "Premiere Ceremony", la sezione dello show un tempo chiamata pre-telecast che non viene trasmessa in diretta televisiva dalla CBS, vengono assegnati 70 premi degli oltre 80 previsti dai produttori della serata – i restanti, quelli nelle categorie maggiori, verranno assegnati durante la porzione principale della serata, che prenderà il via intorno alle due, ora italiana. La prima sezione dello show sarà condotta da Paul Shaffer, il band leader noto al grande pubblico per le sue partecipazioni a show televisivi popolarissimi come il Saturday Night Live e il David Letterman Show.

"Torniamo dopo 15 anni sulla east coast, l'organizzazione dei Grammy porterà a New York incassi per oltre 2 milioni di dollari. Qui sono nati diversi stili di musica, e artisti che non sarebbe sbagliato definire iconici: logico essere qui, quindi, essere qui nell'iconico Madison Square Garden, nell'iconica New York City", ha dichiarato John Poppo della Recording Academy nel discorso inaugurale: "Abbiamo l'pportunitò di rendere il mondo un posto migliore, e la musica è la linfa vitale dell'umanità", ha spiegato Poppo, illustrando le attività benefiche dell'associazione.


Radio Emotions
Current track
TITLE
ARTIST

Apple Winamp windows Media Player Real Player QuickTime
WhatsApp Logo