Dieci libri che ogni clubber dovrebbe leggere

Written by on 22 febbraio 2018

La club culture è un insieme di conoscenze che spaziano in diversi settori. Divenirne un esperto non significa solo conoscere i nomi, distinguere i volti e catalogare i generi della musica elettronica, altrimenti si potrebbe imparare tutto il necessario dal proprio divano. Conoscere la club culture significa vivere quelle vibrazioni, connettere attivamente le proprie emozioni al suono di una cassa, all’ingresso di un synth, ad un improvviso giro di basso. Significa averla vista crescere come fosse la propria figlia, evolvendosi dai club di provincia ai grandi festival internazionali, perchè in fondo l’industria della dance è anche una grande famiglia. Quando si vivono certe notti e certe albe, o si ascoltano alcuni importanti artisti, conoscere le premesse storiche e sociali che hanno portato ad uno sviluppo così incredibile di quello che ad oggi è un movimento culturale a tutti gli effetti, ci regala sicuramente un sapore in più al culto dell’electronic dance music. Provare quelle emozioni nel club è fondamentale, dicevo. Ma alcune sane letture di chi quelle emozioni le ha vissute dieci, venti o trenta anni prima di noi di certo non guastano. Di seguito i consigli.

Rave On: Global Adventures in Electronic Dance – Matthew Collin (2018)
Matthew Collin è un giornalista di The Guardian che nel suo ultimo libro, tra l’altro il più fresco in tema di club culture, effettua un’analisi accurata di tutti i fenomeni mondiali connessi all’EDM. Da Shangai a Dubai, passando per Detroit, Berlino e la comunità LGBT di New York.

Last Love Parade – Marco Mancassola (2005)
L’opera di Mancassola è la storia di due giovani italiani che crescono negli anni cruciali dello sviluppo della dance, tra prime esperienze nel club di provincia e grandi rave tra le colline inglesi, con alcune parentesi che includono gli acid party in India e le grandi love parade europee.

Techno – Christian Zingales (2011)
‘Techno’ di Zingales è internazionalmente riconosciuta come la dettagliatissima Bibbia della scena techno. La storia di questo genere, a partire dai primi gorgoglii di Detroit, è raccontata attraverso i grandi protagonisti che l’hanno resa così celebre. Un peccato che – per il momento –  non siano uscite versioni aggiornate.

Trainspotting – Irvine Welsh (1993)
Sebbene il capolavoro di Irvine Welsh, dal quale è stato tratto il fortunatissimo omonimo film, non abbia la musica elettronica come tema centrale del romanzo, sicuramente questa gioca un ruolo fondamentale nell’accompagnamento alla storia, che ha come protagonisti un gruppo di tossici sbandati che cercano la fortuna nei peggiori meandri della Scozia.

Last Night a DJ Saved My Life – Bill Brewster, Frank Broughton (1999)
La celebre opera di Brewster e Broughton si concentra sulla figura del DJ, un eroe meritevole di essere cantato, e del riconoscimento che ben presto si è guadagnato nella storia della musica. Essenziale nel racconto risulta l’analisi della storia della black music e del grande apporto che ha dato alla comunità musicale internazionale.

Energy Flash – Simon Reynolds (1998-2010)
La generazione “chimica” del nuovo millennio è al centro della lente d’ingrandimento di Simon Reynolds, che nella versione aggiornata di ‘Energy Flash’ ci regala una fitta trama di sottoculture che spaziano nei luoghi, nei raduni e ovviamente nella musica degli anni dell’ecstasy e dell’acid culture.

Club Cultures – Sarah Thornton (1995) 
La musica elettronica non ha influenzato solo il divertimento dell’Inghilterra e degli Stati Uniti (ovvero dove si fonda l’analisi della Thornton) ma ha dato vita ad un intero immaginario collettivo che ha rivoluzionato il modo di concepire la comunicazione e lo stile della più importante generazione in tema di club culture: naturalmente quella degli anni ’90.

The Underground is Massive – Michaelangelo Matos (2015)
Michaelangelo Matos delinea la seconda grande era dell’evoluzione dell’EDM sulla base di quanto accaduto dal passaggio al nuovo millennio al boom degli anni 2010, in cui il fattore unificante dell’internet ha giocato un ruolo fondamentale nel radunare gli eventi, allargare le conoscenze ed edificare la grande famiglia della dance.

Porcelain: A Memoir – Moby (2016)
Dalla scena house ed hip hop dei tardi anni ’80 alla sua sensazionale carriera musicale nel decennio 1989-1999, l’autobiografia di Moby non è solo il racconto della crescita di un musicista, ma di un intero movimento culturale visto dagli occhi di una polverosa e problematica New York e di chi l’ha vissuta nel profondo delle sue viscere.

Discoinferno – Carlo Antonelli, Fabio De Luca (2006)
Il racconto di Antonelli e De Luca copre ben sessant’anni di musica da ballo italiana. In questo caso si parte da ben prima degli anni ’80 e ’90, toccando le prime feste di paese degli anni ’50, per poi passare ai precursori dei nostri super club, all’estate riminese, al Cocoricò, alle radio private, alla scena romana e milanese e a…Silvio Berlusconi.

 

(Fonte: DjMagItalia)


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