Concerto del Primo Maggio 2018, la diretta da piazza San Giovanni – FOTO

Written by on 1 maggio 2018

Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma, cosa è successo: il resoconto completo

ore 22.28 – La serata termina all'insegna della musica strumentale: spetta ai Calibro 35 preparare il terreno a Fatboy Slim, che dall'alto della sua consolle chiude la serata. La formazione di Enrico Gabrielli attacca con "Psycheground". La resa è ottima, la classe innegabile: peccato solo per l'ora, che inizia a essere tarda. Seguono "Superstudio", e – in chiusura del set – "Bovisa". Poi arriva l'ex Housemartins. L'alfiere del big beat invita – via scritta posta sul lato anteriore della consolle a "put your phones away" ("buttare via i cellulari"), ma nessuno lo ascolta: la cassa in quarti e i bassi synth trascinano piazza in un rave d'altri tempi. E così si chiude l'edizione 2018 del Concerto del Primo Maggio di Roma.

ore 23.00 – Smessi i panni di presentatore, Lodo Guenzi torna a vestire quelli di frontman dei Lo Stato Sociale. La band bolognese, addobbata con fascia tricolore istituzionale, parte con "Una vita in vacanza", presentata con profitto all'ultimo festival di Sanremo: la Angiolini supporta l'esecuzione ballando, in seconda linea, insieme a un gruppo di fan chiamati sul palco. Segue "Facile", con proiezioni, sugli schermi, di titoli di giornali – ovviamente falsi – che li danno come prossimi interlocutori del presidente Mattarella per le consulazioni in vista della (tribolatissima) formazione del nuovo governo. La pubblicità interrompe la formazione emiliana nel bel mezzo del set: Guenzi non lascia il palco, e – chitarra e voce – intrattiene il pubblico fino al termine degli spot. Si riprende da "Niente di speciale", per chiudere con "Sono così indie" – con annesso freestyle dove si cita Casapound, Jovanotti, i brogli a Sanremo, la sinistra, Manuel Agnelli e molto altro. Il giusto gran finale in attesa dei Calibro 35.

ore 22.30 – Tocca a Cosmo, vittima del furto della propria attrezzatura all'alba del concertone. "Non eravamo certi di essere qui", dice il cantante: "Abbiamo voglia di fare casino, di ballare. Abbiamo solo 15 cazzo di minuti". E attacca "Animali". Il pubblico si scalda, ed entra a regime su "Turbo/Attraverso lo specchio", giusto in tempo per il gran finale (con tanto di stage diving e crowdsurfing che agita non poco gli addetti alla sicurezza) su "L'ultima festa". Segue il set dei Le Vibrazioni: la band milanese risfodera "Dedicato a te" come primo brano del set per il proprio ritorno in piazza San Giovanni. Segue "Vieni da me", sempre per non allontanarsi troppo dai classici della formazione di Francesco Sarcina: il pubblico gradisce, e sul ritornello non fa mancare il singalong. La chiusura del set è affidata a "Così sbagliato".

ore 22.06 – "Amore di plastica", eseguita in trio per chitarra acustica, violino e violoncello, così come nel tour di "Eco di sirene", inaugura il set di Carmen Consoli all'edizione 2018 del Concerto del Primo Maggio di Roma: segue "In bianco e nero" e "Tano", quest'ultima sempre dall'album "Eco di sirene". Il calo di tensione e di decibel – pur gestito con grandissima classe e mestiere – è senz'altro più apprezzabile dal pubblico televisivo che da quello della piazza, ormai davanti alle transenne da circa otto ore. Terminato il set della cantante siciliana, Lodo Guenzi rivolge un rispettoso saluto all'"altro" Primo Maggio, quello di Taranto: "Il Primo Maggio è uno solo. La competizioni tra i Primi Maggi è la cosa più stupida che possa esistere. Questo è il saluto di questa piazza a Taranto, dove suonano molti nostri amici e colleghi".

ore 21.40Ermal Meta si gioca "Vietato morire" presentarsi al pubblico di piazza San Giovanni – "come artista di successo, vincitore del Festival di Sanremo, ma anche come autore apprezzatissimo", ricorda la Angiolini: il set è quello collaudatissimo, che l'artista sta portando in giro in questo periodo, preciso, essenziale e senza sbavature. Seguono "Dall'alba al tramonto", "Non mi avete fatto niente", il brano che – eseguito insieme a Fabrizio Moro – gli è valso la vittoria all'ultimo Festival della Canzone Italiana, puntualmente accompagnato dal singalong della platea sul ritornello, e – in chiusura – "Mi salvi chi può".

ore 21.15 – E' molto scenografico l'ingresso di Max Gazzé in scena, sulle note di "Vuota dentro": accompagnato dall'Orchestra Filarmonica Marchigiana e dalla pianista coreana Sun Hee You, dopo un rapido cambio d'abito, il cantautore esegue prima "Sotto casa" poi "La leggenda di Cristalda e Pizzomunno", per finire con "La vita com'è" e il suo cavallo di battaglia "Una musica può fare". E' un set strumentalmente molto sofisticato, quello di Gazzé, unico a questa edizione del concertone di Roma, che sicuramente rappresenta un brusco cambio di registro rispetto agli show degli artisti che l'hanno preceduto.

ore 20.43 – Ambra Angiolini introduce trionfalmente Ultimo – "Sono qui per lui", ammette la presentatrice: il cantante romano affida a "Il ballo delle incertezze" l'apertura del suo set. Seduto al piano, Niccolò Moriconi attacca "Sogni appesi": il pezzo più intimista proposto forse in tutto il corso dell'intera giornata viene accolto rispettosamente dalla platea – comunque di casa, per lui, che si congeda per dare spazio a Sfera Ebbasta, che lo scorso anno annullò la sua apparizione al concertone all'ultimo momento. Il trap king, che apre il suo set, accompagnato dal fido Charlie Charles, con "Tran tran", viene accolto dallo stuolo di prammatica di smartphone in registrazione: segue "Ricchi per sempre", uno dei suoi brani più celebri, e "Sciroppo" – il controverso brano per supposti riferimenti al purple drank. In chiusura del set arrivano "Cupido" (sempre da "Rockstar"), e la title track dell'ultimo album, durante la quale il rapper offre un dito medio a favore di camera.

Ore 20.00 – L'arpista Micol cita a modo suo "Bella ciao", tema per elezione del concertone, in apertura della seconda e ultima parte della maratona musicale. Spetta ai Ministri inaugurare la tranche serale della manifestazione: Federico Dragogna e compagni aprono il loro set con la potente "Tra le vite degli altri", seguita da "La piazza", che chiude il set. Il palco, ora, è tutto per Gianna Nannini: la cantante toscana si presenta sul palco di piazza San Giovanni su un trono – non di chitarre, come quello di Grohl ai tempi dell'infortunio, ma più simile a quello del compianto Solomon Burke, e rompe il ghiaccio con la rilettura rock di "Dio è morto" di Francesco Guccini. Poi arriva "Fotoromanza", un classico del suo repertorio: il piglio resta sempre muscolare, imposto dalla band più vasta – in termini di organico – vista fino a ora sul palco del Primo Maggio 2018 di Roma. Con "Fenomenale" si abbassa il volume, ma è questione di un attimo: con "America" gli overdrive tornano a farla da padrone. Il finale, a favore di singalong, è tutto per "Sei nell'anima", che viene iniziata, poi interrotta e ripresa da capo: succede anche alle migliori, e il pubblico – l'incertezza – la accoglie con simpatia.

ore 18.50 – Il palco del Concerto del Primo Maggio 2018 ospita un omaggio a Freak Antoni e ai suoi Skiantos: "La voce che avete sentito è la voce di Freak Antoni. Mia mamma è del 1957, quindi nel 1977 aveva vent'anni ed era a Bologna e in quell'anno Bologna era in qualche maniera il centro del mondo: le radio libere, l'immaginazione al potere", dice Lodo di Lo Stato Sociale, "tutti gli errori e l'ingenuità di quella generazione sono la base d'asta sulla quale noi abbiamo costruito la nostra poetica, la voglia di lottare per qualcosa di importante. La band di quel '77 bolognese, e non solo, erano gli Skiantos, la band che vanta più tentativi di imitazione perfettamente riusciti al mondo. Una sono quelli sul palco adesso [la superband che Lodo ha messo su per questo omaggio: Federico Cimini, Cato dei Bluebeaters, Argentesi degli Ex Otago, Fabio Rondanini dei Calibro 35 e Afterhours, Romizi dei Fast Animals and Slow Kids e Willie Peyote, ndr] e gli altri Lo Stato Sociale. Io vorrei che Piazza San Giovanni si sciogliesse in un gigantesco applauso per la più grande punk band di questo paese, gli Skiantos". Dopo una citazione della Spaghetti Performance degli Skiantos al Bologna Rock del 2 aprile 1979, la superband esegue "Sono un ribelle mamma", "Mi piaccion le sbarbine" e "Largo all'avanguardia".

ore 18.20 – Sceglie uno dei suoi brani più celebri – "Nessun grado di separazione", Francesca Michielin, per debuttare sul palco del concertone di piazza San Giovanni. "Bolivia", secondo brano del set, spara in platea bassi profondissimi e ipercompressi che a tratti soffocano le altre frequenze: peccato, perché il set pare ben calibrato, e tagliato su misura per la cantante bassanese, che chiude – tra la folla che cita in coro la Loredana Berté di "Sei bellissima" – con "Vulcano" per lasciare spazio a John De Leo. Il già frontman dei Quintorigo apre il suo set con la rilettura (molto personale) di "La canzone del maggio" di Fabrizio De André: seguono "Apocalissi mantra blues" e la "Bentivoglio Angelina" dei Quintorigo.

ore 18.05 – Lodo introduce insieme a Matteo Mobrici gli Zen Circus di Appino: "Per noi rappresentano un'ispirazione, a livello di indipendenza e contenuti nei testi", dice il frontman di Lo Stato Sociale. La band toscana esordisce con "Catene", uno dei brani contenuti all'interno del suo ultimo albun, "Il fuoco in una stanza", con Appino che canta accompagnandosi con la sua Gibson. Sempre dall'ultima loro fatica discografica gli Zen Circus pescano la title track. Da "Canzoni contro la natura" del 2014 arriva invece "Viva".

ore 17.55 – Salgono sul palco i Canova: la band guidata da Matteo Mobrici apre il suo set con "Vita sociale", prosegue con "Santamaria" e chiude con "Threesome".

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ore 17.43 – Un ensemble di percussionisti apre il set di Dardust, che offre come primo brano "Movie Trip", alla quale segue la molto più "sintetica" e ritmata "The Wolf". Dario Faini dà sfoggio di grande eclettismo, alternatosi tra percussioni, pianoforte e consolle, prima di introdurre – come da programma – Joan Thiele, che attacca subito "The Never Ending Road". Torna sul palco l'ensemble di percussionisti, la Thiele si congeda a Dardust cita i Prodigy di "Smack My Bitch Up" e i Ramones di "Blitzkrieg Bop", prima di chiudere il suo set.

ore 17.15 – Salgono sul palco i tre finalisti del contest 1MNext. Introdotti da altrettanti video introduttivi curati da Massimo Cotto, presidente della giuria di qualità che ha selezionato i tre artisti arrivati sul palco di piazza San Giovanni, prendono la scena La Municipàl (che eseguono "Lampadine"), Erio (che esegue "Limerence") e Zuin ("Fantasmi"). Salgono sul palco l'organizzatore del Concerto del Primo Maggio 2018 Massimo Bonelli e Massimo Cotto, che consegnano il premio al vincitore del contest: è La Municipàl.

ore 16.56Gazzelle apre il suo set con "Meglio così": i suoni sono buoni, la voce forse un po' troppo "dietro", almeno nella prima metà del brani, cosa che tuttavia non impedisce al pubblico di reagire benissimo alla presenza del cantante di casa, che saluta la mamma – se presente in platea o collegata da casa non è dato sapere – prima di attaccare "Nero", suo secondo e ultimo pezzo davanti alla platea di piazza San Giovanni del 2018.
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A dargli il cambio arriva Willie Peyote, che apre la sua "I cani" con una strofa inedita scritta appositamente per l'edizione 2018 del concertone: seguono "Vilipendio" e "Io non sono razzista ma…". Il set è rapido e senza fronzoli, senza dubbio efficace.
ore 16.49 – Un altro che oggi si sente a casa è Gemitaiz, anche se il rapper romano è la prima volta che si esibisce sul palco del Concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni. Sguardo nascosto dagli occhiali da sole, Gemitaiz approfitta del passaggio sul palco del Concertone per presentare il suo ultimo album, "Davide", da poco nei negozi: ne propone qualche assaggio con – nell'ordine – "Chiamate perse", "Pezzo trap" e "Davide".

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ore 16.17 – Sale sul palco Mirkoeilcane, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2018, tra le "nuove proposte", con "Stiamo tutti bene". Il cantautore romano, accompagnato dalla sua band, apre il suo set proprio con la canzone sanremese. "Ammazza quanti sete, ao", sussurra al microfono, guardando la folla radunata in Piazza San Giovanni. Il set prosegue con "Se ne riparla a settembre", un'altra canzone tratta dal suo primo album, pubblicato nella settimana sanremese.

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"I Don't Want to Get Down" è la canzone scelta da Wrongonyou per presentarsi a piazza San Giovanni: forte di una band che lo supporta compatta ma mai invadente, il cantante romano prosegue con "Prove It" – sulla quale fa registrare un'ottima performance vocale – per chiudere, acustica alla mano, con "The Lake".

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ore 15.00 – Con un sontuoso e romanissimo – quanto accidentale, a causa di un microfono aperto troppo presto – "'cci vostra", Ambra Angiolini apre l'edizione 2018 del Concerto del Primo Maggio di piazza San Giovanni, a Roma. Ad aprire le danze sono Lo Stato Sociale: dice Lodo (quest'anno coinvolto anche come co-presentatore) "Il concerto del Primo Maggio come fosse il Coachella", tanto per chiarire subito lo spirito del festival/concertone, per poi iniziare con "Mi sono rotto il cazzo", da "Turisti della democrazia", ma in versione "attualizzata" alle vicende politiche odierne.

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Dopo il primo intervento musicale di Guenzi e soci tocca agli Indigo Face da Londra, vincitori dell'edizione internazionale del contest 1MNext, ai quali viene concesso piuttosto breve, da una sola canzone. Lo stesso minutaggio, minuto più minuto meno, viene accordato anche a Giorgio Baldari, che esegue il brano "La strada è di tutti" in qualità di vincitore del contest organizzato dall'ANAS "#buonmotivo", e Braschi, che – come vincitore del contest legato all'app iLiveMusic – esegue "Trasparente".

Il passaggio sul palco di piazza San Giovanni di Esposito, scelto tra i vincitori dell’ultima edizione di Area Sanremo (concorso partner di 1MNext), prelude al primo set previsto dal cartellone non legato ai concorsi: la cantautrice pesarese Maria Antonietta apre la sua esibizione sul palco del concertone con "Deluderti", seguita da "Pesci" e "Quanto eri bello".

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