Chris Martin compie 41 anni: 14 cose che forse non sapete del leader dei Coldplay

Written by on 3 marzo 2018

Avete mai avuto l’impressione che dare addosso a Chris Martin sia diventato, per certi versi, uno sport (inter)nazionale? Dopotutto lui è bello, bravo, simpatico, sensibile, impegnato socialmente, incredibilmente di successo eppure alla mano. Il classico tizio che cede il posto alla signora anziana sul bus, la aiuta con le borse della spesa e poi prende un aereo per andare a suonare col suo gruppo al Super Bowl, tanto per capirci. Un bersaglio perfetto, a tutti gli effetti.

Una buona parte di chi ascolta musica classificabile – anche alla lontana – come rock con i Coldplay e con il loro frontman ha un conto aperto, e non è un mistero. Sono leziosi? Sì. Alla lunga annoiano? Può darsi. Rispetto ai (Pink Floyd, Beatles, Led Zeppelin, Radiohead, Rolling Stones e chi più ne ha più ne metta: a voi la scelta dell’impietosa pietra di paragone) sono la proverbiale cagata di piccione sul parabrezza? Probabilmente. Eppure il gruppo di “Yellow” vende milioni di dischi, riempie gli stadi di tutto il mondo e se l’Italia si è accorta che i bagarini usano Internet, tutto sommato, lo deve anche un po’ a loro.

In occasione del quarantunesimo compleanno di Chris Martin, a beneficio di chi lo ama – e ancora di più di chi lo odia – vi offriamo quattordici aneddoti per offrirvi un quadro più completo di quello che è uno dei personaggi più polarizzanti della scena musicale degli ultimi anni. Se lo amate continuerete a farlo, se lo odiate lo stesso. Se cambiate idea fateci sapere, perché sareste un caso più unico che raro. In ogni caso, buona lettura…

A quarant’anni si può essere arrivati al punto di non voler più collaborare con nessuno perché già appagati da quanto fatto? A detta di Chris Martin, sì. Il frontman, dopo aver realizzato il duetto “Princess of China” con Rihanna (nella foto), ha detto di aver raggiunto la pace dei featuring: “Era la prima e l’unica sulla mia lista dei desideri. Volevo fare un solo duetto nella mia carriera, e l’ho fatto”.

Abiti a Londra e devi suonare alla O2 Arena. Ok, il traffico è micidiale e uscendo rischi di rimanere intrappolato nel parcheggio per ore. Chiami il classico van coi vetri oscurati? No, se sei Chris Martin: l’ex marito di Gwyneth Paltrow una volta ha raggiunto la venue più importante della capitale britannica in metropolitana, in mezzo a (letteralmente) vagonate di fan. Che – così tramandano le cronache – di lui non si sono nemmeno accorti.

Chris Martin ama l’arte, e la mette da parte, specie se per una buona causa: dopo il terremoto che ha devastato Haiti nel 2010 il frontman dei Coldplay ha pagato la bellezza di 400mila sterline per un’opera dello street artist Bansky messa all’incanto nel corso di un evento organizzato da Sean Penn per raccogliere fondi da destinare all’assistenza delle popolazioni colpite dal disastro.

Sarebbe bello succedesse a tutti, giusto per sapere l’effetto che fa. Cosa? Incontrare il presidente degli Stati Uniti per sentirsi dire: “Ehi, ciao! Ho le tue canzoni sul mio iPod”. A Chris Martin è successo la prima volta che ha incontrato Barack Obama, che – all’epoca – ancora sedeva nello Studio Ovale…

Sono in pochi a saperlo, ma “Viva la Vida or Death And All His Friends” è stato registrato per gran parte sotto ipnosi: l’idea fu del produttore – Brian Eno (nella foto), mica il primo venuto – che suggerì a Chris Martin e compagni l’idea di invitare in studio un ipnoterapeuta. La band, per la cronaca, accettò di buon grando e non si tirò indietro…

Qual è il metro del successo, secondo voi, per considerarsi una band di successo? Secondo Chris Martin è il karaoke. Intervistata nel 2008, la voce dei Coldplay ha confessato di invidiare i Beatles, che nelle library degli impianti di karaoke sono presenti con centinaia di pezzi. “Dei nostri, invece, ne hanno uno o al massimo un paio”, ha spiegato lui sconsolato…

In molti ricorderanno il suo cameo in “Brüno”, del 2009, ma Chris Martin all’epoca poteva vantare già un’esperienza sul set: insieme al suo compagno di band Jonny Buckland il cantante è titolare di un cameo nel fondamentale “L’alba dei morti dementi” del 2004, commedia horror britannica alla quale ha contribuito anche alla colonna sonora cantando insieme agli Ash la cover dei Buzzcocks “Everybody’s Happy Nowadays”.

Sarà anche bravo a cantare, ma Martin ai fornelli è un disastro. Lo sa bene la sua ex moglie Gwyneth Paltrow, che – durante la loro relazione – era solita occuparsi della preparazione del cibo. Non per passione, ma per spirito di conservazione: “Avrà cucinato due volte, e tutte e due le volte è finita con l’arrivo dei pompieri”, disse lei qualche tempo fa. Che nel frattempo sia migliorato?

Pur essendo il frontman e l’autore principale dei brani della band, Chris Martin è anche molto democratico: i proventi dai diritti d’autore dei Coldplay vengono ripartiti in parti uguali tra i quattro elementi del gruppo, senza distinzioni.
In occasione di un concerto degli Arcade Fire a Londra, a Win Butler (nella foto) venne l’idea di organizzare un after party che comprendesse anche un suo dj set. Il frontman canadese ha invitato Chris Martin in consolle, per dividersi il compito, ma al leader dei Coldplay non piaceva l’idea di oscurare il collega. Come risolvere la spinosa questione? Semplice: Chris, per tutto il tempo dell’esibizione, ha tenuto calata sul viso una maschera da teschio.
Durante il tour del 2011, a un concerto dei Coldplay si è presentato, in prima fila, un fan con un tamburello in mano. Entusiasta all’idea di accompagnare la sua band preferita, lo spettatore ci ha dato dentro sin dalle prime battute del concerto. Ma quando è troppo è troppo, e – dopo qualche brano – Chris Martin ha interrotto l’esecuzione per rivolgersi direttamente al quinto Coldplay (abusivo): “Voglio essere sincerto con te: ci abbiamo anche provato a mettere in tamburello nel disco, ma alla fine l’abbiamo tolto. Sono dieci anni che suoniamo senza tamburello. Probabilmente suona alla grande, ma di solito noi ne facciamo a meno. Niente di personale, eh…”.
Per il tour di “Mylo Xyloto” i Coldplay non hanno badato a spese: indiscrezioni da oltremanica parlano di una colossale perdita di 5 milioni e mezzo di sterline. Come sono stati bruciati così tanti soldi? Semplice: in catering, scenografie, trasferte pagate a ospiti e in braccialetti colorati da distribuire al pubblico.

E’ buono, caro ed educato, ma conviene non farlo arrabbiare. Lo sanno bene i paparazzi, che più di una volta hanno dovuto fare i conti con un Chris Martin fuori di sé. La prima volta è stato in Australia, nel 2004: a un fotografo troppo invadente il cantante dei Coldplay sfasciò il parabrezza e bucò gli pneumatici dell’auto. L’accesso d’ira gli costò un arresto, ma gli servì da lezione: nel 2008, a New York, Chris fu molto più compassato, in un frangente analogo. “Dai amico, togliti dai coglioni: cerca di avere un po’ di rispetto”, fu la (quasi) serafica reazione di Martin nei confronti del paparazzo di turno.

I Coldplay hanno sempre negato l’utilizzo della loro musica per la realizzazione di spot commerciali: a sentirsi dire “no, grazie” anche davanti a offerte decisamente vantaggiose sono stati marchi di altissimo profilo come Coca Cola e Gap. Però per la Apple fecero un’eccezione:

(Fonte: Rockol)

 


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