Back to the 90s: la recensione del concerto di Gazzelle a Roma

Written by on 18 marzo 2018

Back to the 90s: la recensione del concerto di Gazzelle a Roma

Quale migliore occasione per festeggiare un tour da circa 100 concerti (tra le date primaverili, quelle estive e quelle invernali nei club) e un disco che negli ultimi mesi si è imposto all'attenzione di pubblico e addetti ai lavori e che recentemente è tornato nei negozi in edizione deluxe con una manciata di nuove canzoni (ovviamente inserite in scaletta), se non con un concerto? Anzi, con tre date evento. Gazzelle ha scelto di chiudere la lunga tournée in supporto a "Superbattito" – ora diventato "Megasuperbattito" – con due concerti all'Atlantico di Roma (il primo ieri, il secondo stasera) e uno al Fabrique di Milano (domani sera).

Il pubblico è composto quasi completamente da ventenni: i ragazzi indossano tutti (o quasi) felpe in acetato di quella marca lì, scarpe di quell'altra marca e cappellini all'indietro; le ragazze, invece, indossano giacchetti di jeans e scarpe di quella marca che fa tendenza. Sembra quasi una serata a tema anni '90 e forse non è un caso se la playlist creata per scaldare i ragazzi in attesa che cominci il concerto sia un "best of" di hit degli anni '90 e 2000: da "Wannabe" delle Spice Girls a "Complicated" di Avril Lavigne, passando per "Wanderwall" degli Oasis.

A proposito di Oasis: quando il cantautore sale sul palco, sembra scimmiottare proprio i fratelli Gallagher (più Liam che Noel), sia come look che come atteggiamento. Indossa un parka nero color arancione e occhiali da sole e si comporta come se non gliene fregasse assolutamente niente di tutta quella gente davanti a lui (anche se più volte ringrazierà i fan romani per il supporto, durante il concerto). La prima canzone in scaletta è "Meglio così", che racconta la fine di una storia d'amore ma lo fa ridendoci quasi su: "E quindi cin cin / mentre affogo nel Jim Beam / e tu domani parti per Medellín / con uno stronzo, un pezzo di fango / io piango, ora io piango", canta Gazzelle, brindando a questo anno fortunato.

Flavio – questo il vero nome del cantautore – sembra quasi uno dei 2.500 ragazzi che sono lì sotto al palco a cantare le sue canzoni. D'altronde ha più o meno la loro età (è nato nel 1989) e le sue canzoni sembrano parlare, più che di lui, di una generazione intera. Quella degli anni '90, appunto, figlia della generazione di sconvolti senza santi né eroi che aveva in Vasco il suo portavoce. È la generazione di chi si sente perso in un mondo troppo caotico, di chi non vuole crescere e di chi non vuole legarsi a niente: "Ma ti prego non dirmi ti amo / che poi ricominciamo", canta Gazzelle all'unisono con il pubblico nel ritornello di "Stelle filanti". È la generazione di chi vuole solo cantare e ballare e mostrare il dito medio alle inquietudini e ai turbamenti, proprio come Gazzelle in "Sayonara": "E allora Sayonara / in questa notte amara / mi perderò nei borderò / ci scriverò il tuo nome in blu / poi scappo in tour". Una ragazza gli lancia un orsacchiotto di peluche. Lui sorride, mostrandolo al pubblico, e dice: "Grazie per gli orsacchiotti, però preferisco le mutande".

Per queste date conclusive del tour, Gazzelle ha voluto condividere il palco con alcuni ospiti: alla prima data a Roma c'era Gabry Ponte, alla seconda ci sono invece gli Zero Assoluto (a Milano Luca Carboni e Marco Mobrici dei Canova). Il duo composto da Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci duetta con Gazzelle su "Per dimenticare" e "Svegliarsi la mattina": "E turuturututtu", cantano divertiti i ragazzi nel ritornello della hit degli Zero Assoluto. "Meltinpot" fa ballare il pubblico, si va verso la conclusione del concerto. Ma il finale con "Nero" e "Non sei tu" ha il sapore della malinconia: "E che ne sanno gli altri di quando tornavamo tardi pieni di graffi…", sussurra Gazzelle.

I ragazzi lo richiamano sul palco: "Se non ci fai l'ultima noi non ce ne andiamo", cantano in coro. "Ne facciamo un paio, ok?", sorride lui tornando davanti al microfono. Ripropone la canzone con cui aveva aperto il concerto, "Meglio così", e una versione riarrangiata di "Non sei tu". "Volevo dirvi tante cose ma…", dice il cantautore, avvicinandosi al microfono. "…Ma non so da dove cominciare", aggiunge il pubblico in coro, citando Coez. Gazzelle, però, si fa più serio: "Tra un po' me ne vado un po' per i fatti miei a lavorare al nuovo disco. Non so cosa farò, ma ho già qualche idea". Prima di pensare al nuovo album, però, domani sera con l'ultimo concerto a Milano tirerà il bilancio finale di questi dodici mesi. E si preannuncia più che positivo.

(di Mattia Marzi)

SCALETTA:
"Meglio così"
"Martelli"
"Stelle filanti"
"Balena"
"Demodè"
"Non mi ricordi più il mare"
"Greta"
"Zucchero filato"
"Sayonara"
"Un po' alla volta"
"Per dimenticare" (con gli Zero Assoluto)
"Svegliarsi la mattina" (con gli Zero Assoluto)
"Meltinpot"
"Nero"
"Non sei tu"

BIS:
"Meglio così"
"Non sei tu"

APPROFONDISCI:

Scheda artista
Tour&Concerti

Testi


L’amore (o quel che ne resta) cantato da Gazzelle

Cosa ha combinato Gazzelle dopo l'uscita del suo primo album, "Superbattito"? Gli ultimi dodici mesi sono stati particolarmente intensi per il cantautore, e pieni di sorprese. Ha suonato…
Vai alla recensione


Radio Emotions
Current track
TITLE
ARTIST

Apple Winamp windows Media Player Real Player QuickTime
WhatsApp Logo